Verona ci riprova: vedere la Casa di Giulietta ora costa anche l’aria che si respira

Verona ci riprova: vedere la Casa di Giulietta ora costa anche l’aria che si respira

Ah, la romantica Verona, celebre per la sua statua di Giulietta, o meglio, per quella copia pataccara che ormai è diventata un’icona del turismo da mancia. Dal primo aprile, per accedere al cortile della “Casa di Giulietta”, non basta più fare un salto gratuito tra le comparse innamorate: no, no, ora bisogna sventolare cinque euro. Perché? Beh, naturalmente per “decongestionare” il traffico in via Cappello, quel flusso incessante di turisti che come sciami d’api affollano quel pezzettino di marciapiede. Una misura studiata dall’amministrazione di centrosinistra guidata da Damiano Tommasi, che, con la scusa di un nuovo regolamento approvato da giunta e Consiglio, ha inventato la prenotazione obbligatoria, ingressi contingentati e biglietti a pagamento.

Ovviamente, questa brillante idea non è nata ieri. Qualche prova la si era già fatta durante le festività natalizie, dal 6 dicembre al 6 gennaio, ma la solita girandola di proteste da parte delle guide turistiche ha messo tutto a tacere. Pare che nessuno fosse stato avvertito, che scandalone! Ora, invece, sembra tutto perfettamente legittimato grazie a un accordo con la società del Teatro Nuovo e la fondazione Atlantide. Voi turisti, quindi, preparatevi: cinque euro per il cortile e dodici se volete entrare anche nel museo, che ovviamente è il grande plus di questa “esperienza” fino a oggi gratuita.

Ma aspetta, c’è la ciliegina sulla torta: l’ingresso non sarà più quello tradizionale da via Cappello, no no, adesso vi faranno passare da piazzetta Navona, attraverso il foyer teatrale, con turisti accolti da un manipolo di maschere in costume e una sfilza di video celebri di messa in scena della tragedia di William Shakespeare. Insomma, niente è lasciato al caso per giustificare un biglietto d’ingresso a uno scenario che, fino a ieri, era solo passeggiata con selfie gratuito.

La statua consumata, un simbolo di “amore” tutto economico

La vera star delle visite pare sia questa statua in bronzo di Giulietta, pensate un po’, una copia! L’originale, opera di Novello Finotti, dovette essere ritirata perché troppe mani, apparentemente innocenti, si erano divertite a “accarezzarne” il seno per portare fortuna all’amore. Nel 2014 si era ancora in tempo per mostrare quanto i turisti sappiano essere delicati con l’arte. Peccato che la copia, quell’ultima superstite, sia stata pure essa martoriata: due anni fa un bel buco proprio lì, al seno destro. Complimenti a chi dimostra così il proprio sentimento: con una perforazione.

Nel frattempo, il magico balcone di Giulietta, altro cardine delle visite, continua a fregiarsi del titolo di simbolo del romanticismo veronese. Originale? No, neanche per sogno. È un falso storico costruito negli anni Trenta, fortunatamente non da chissà quale grande artista, ma da Antonio Avena, direttore dei musei civici veronesi del tempo, il quale ebbe la geniale idea di sfruttare la ristrutturazione di un palazzo trecentesco – che originariamente non aveva nemmeno un balcone – per piazzare una scenografia da cartolina per turisti innamorati e pronti a pagare.

Un principio che oggi trova corona con l’introduzione del ticket d’ingresso: perché pagare per vedere un falso, per toccare una copia sbrecciata e per passare sotto un balcone che neanche esisteva? Ma evidentemente, caro turista, la storia e l’arte non contano quanto il portafoglio.

Benvenuti a Verona, capitale mondiale della presa per i fondelli a quattro euro a botta, oggi diventata con orgoglio cin cin a cinque euro.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!