Il nostro eroe della penna Sigfrido Ranucci ci regala un’altra perla da incubo ferroviario: passeggeri di Italo intrappolati per due ore nel calore infernale di una galleria sulla tratta Firenze-Bologna, senza aria condizionata, senza bagni funzionanti e con alcuni malcapitati colti da malore. Perché se viaggerete in treno in Italia, consideratevi pronti a vivere un’avventura da brividi, tra fermi improvvisi e temperature da forno. Subito dopo una faticosa ripartenza, ecco un nuovo stop. Insomma, una favola moderna su rotaie.
Il caos regna sovrano nel nodo ferroviario di Bologna, dove i ritardi si accumulano come se fossero stati programmati ad arte. Tutto parte dalla linea adriatica, paralizzata per due ore da un intervento dei vigili del fuoco a causa di un guasto a un treno regionale. E come se non bastasse, i treni da Firenze vengono dirottati su linee convenzionali perché un convoglio Italo ha deciso di prendersi una pausa forzata in una galleria a Firenzuola. A Bologna, nel frattempo, i ritardi sui treni in arrivo e partenza superano tranquillamente le due ore, senza nemmeno il conforto di un caffè offerto.
Sulla linea Pescara-Ancona, la circolazione ha subito una pausa forzata dalle 11 alle 13 causa ennesimo intervento dei vigili del fuoco a San Benedetto del Tronto, dove un altro treno regionale ha deciso di boicottare la mobilità. Tra le vittime illustri di questo sfascio troviamo il Frecciarossa 9806 Bari-Milano, con un ritardo superiore alle due ore e un aplomb degno di un orologio fermo. Gli altri Frecciarossa e Intercity sulla dorsale adriatica tra Lecce, Milano e Venezia si sono adeguati con ritardi tra un’ora e due, a prova che il disservizio è democratico e non fa favoritismi.
Ah, non dimentichiamo le variazioni di percorso: due Intercity hanno improvvisamente cambiato rotta, chissà per quale brillante intuizione logistica! Ma il vero spettacolo si è consumato nel primo pomeriggio sulle tratte Firenze-Bologna. Qui un treno Italo da Milano a Napoli ha scelto di sostare in galleria a Firenzuola, senza aria condizionata, con temperature da sauna e servizi igienici non operativi. Un’esperienza che definire da incubo è un eufemismo e che ha costretto molti treni ad alta velocità a tornare sulla linea convenzionale, simbolo supremo di efficienza e puntualità notissima in Italia.
Le testimonianze ironiche di un viaggio da brividi
Una viaggiatrice ha raccontato la sua epopea: «Siamo rimasti bloccati due volte in galleria per oltre un’ora, senza aria condizionata, a 30 gradi, con i bagni fuori uso. Il treno, pieno zeppo di passeggeri, ha fatto passare soprattutto un’ottima sensazione di oppressione; c’erano anche bambini e una persona vicino a me ha avuto una crisi di panico. Dopo tanta attesa, il treno è partito di nuovo per fermarsi poco dopo, in un’altra galleria, con le stesse squisite condizioni. Ora finalmente siamo ripartiti, ci hanno detto che arriveremo a Firenze e cambieremo convoglio.»
Un racconto che fa impallidire persino un thriller di bassa lega, ma benvenuti nella moderna esperienza ferroviaria dell’alta velocità made in Italia.
Il guasto elettrico e la perfetta gestione del disastro
Prosegue il racconto di questa eroica viaggiatrice dell’Italo partito da Milano: «Ci hanno detto che c’era un guasto elettrico e che il treno doveva essere resettato. Nel frattempo, un altro convoglio è arrivato per affiancarsi al nostro, forse nella speranza di condividere la sofferenza. Poi siamo ripartiti, per fermarci di nuovo in galleria. Ora finalmente stiamo viaggiando verso Firenze». Che sollievo, sembra davvero il più raffinato modo per scoprire i paesaggi toscani, con una sosta forzata tra calore incandescente e la totale assenza di servizi.
Nel frattempo la linea per Verona non sta a guardare: circolazione rallentata a causa di un altro brillantissimo guasto tecnico tra Desenzano e Verona. Trenitalia, nella sua immensa saggezza, ci avverte di tempi di percorrenza prolungati fino a 40 minuti per treni regionali, Intercity e Alta Velocità, mentre quest’ultima categoria quando si eccede il limite arriva a superare i 60 minuti di ritardo. Roba da prendere appunti per programmare vacanze a sorpresa.
Ancora problemi in alta velocità: Salvini sbotta
E il festival del disastro sembra infinito. Nel pomeriggio, traffico rallentato per un guasto elettrico tra Fara in Sabina e Monterotondo, con rischi di ulteriori ritardi fino a 30 minuti per Intercity e Regionali, e addirittura limitazioni di percorso per i regionali. Se vi sembrava di aver toccato il fondo, il fondo crea un suo microcosmo ferroviario tutto da esplorare.
Nel mezzo di questo spettacolo tragicomico, Italo tenta di presentarsi come il paladino dell’assistenza ai passeggeri, con il suo comunicato trionfante: al guasto tecnico del treno 9981 tra Bologna e Firenze, la società assicura di aver subito mandato aiuti a bordo e in stazione, con cambio di convoglio a Firenze Santa Maria Novella. E per calmare gli animi, un voucher pari al 100% del costo del biglietto e un indennizzo previsto dalla normativa, che suona più come una ricompensa di consolazione – poco adatto a risollevarvi il morale dopo un simile tour infernale.
Insomma, viaggiare in treno in Italia è ormai sinonimo di avventura epica: tra guasti elettrici, clima tropicale nelle gallerie, ritardi grotteschi e bagni inaccessibili, il tutto condito con un servizio clienti che cerca di metterci una toppa con qualche voucher. Alla faccia della modernità e dell’efficienza.



