Oh, che sorpresa! Anche quest’anno non poteva mancare il grande raduno dei giovani imprenditori con la loro adorabile ossessione: l’intelligenza artificiale. La quarta edizione di “ARIA – Convegno sull’Intelligenza Artificiale” è stata brillantemente presentata presso la favolosa sede della Camera di Commercio Frosinone Latina, come se in questa soleggiata cornice pontina risiedesse la culla dell’innovazione mondiale. L’evento, previsto per il 9 e 10 luglio sull’ipotetica oasi tecnologica che risponde al nome di isola di Ponza, promette scintille nel suo sfarzoso tentativo di riunire “imprenditori, istituzioni, esperti e nuove generazioni” per discutere di innovazione e intelligenza artificiale, perché naturalmente il nostro sistema produttivo italiano non può sopravvivere senza queste due parole magiche.
Giovanni Acampora, presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina, non si è fatto pregare per ricordarci quanto sia “strategico” l’evento, sostenendo con grande baldanza che intelligenza artificiale e innovazione sono fattori decisivi per crescere e competere. D’altronde, chi ha bisogno di stabilità quando puoi cavalcare l’onda del cambiamento pilotato a tavolino? “La sfida dell’intelligenza artificiale è prima di tutto culturale”, ci informa con la saggezza da salotto, sottintendendo che senza visione e competenze siamo tutti condannati a perire nell’era digitale. Ovviamente, la “creazione di un ecosistema dell’innovazione” non è altro che il mantra per giustificare investimenti sul capitale umano – un termine elegante per dire “assumiamo gente nuova” – e per attirare “talenti” che chiaramente non abbondano in questo paradiso industriale.
Come se non bastasse, Acampora ha voluto ricordarci i preziosi sforzi della stessa Camera di Commercio per digitalizzare il territorio attraverso i pomposi “Punti Impresa Digitale”, bandi di trasformazione tecnologica e altissimi percorsi formativi con la Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Insomma, un gioco di prestigio burocratico che fa sempre tanto effetto ai convegni di settore.
Aggiungiamo poi la riflessione della sempre elegante Tiziana Vona, presidente di Unindustria Latina, che ci ricorda quanto la collaborazione tra camerali e giovani imprenditori sia essenziale per diffondere la sacra fiamma dell’innovazione digitale nel tessuto produttivo locale. Perché, ovviamente, senza questi incontri iperorganizzati e convegni super sponsorizzati, la trasformazione digitale nel nostro amato territorio sarebbe solo un miraggio.
Ecco che sul palcoscenico sale poi Eugenio Samori, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria, pronto a snocciolare il programma e i contenuti dell’edizione 2026 di ARIA, con tanto di ospiti selezionatissimi e temi “caldi” all’ordine del giorno. Samori, con la solita modestia degna dei guru dell’innovazione, ci delizia con l’intento di creare “un momento di confronto di alto livello” sull’intelligenza artificiale e, ciliegina sulla torta, la sovranità del dato. Perché nulla è più importante di chi tiene in mano i nostri dati, vero? Ovviamente, bisogna dialogare tra imprenditori, istituzioni e mondo accademico, altrimenti come si fa a immaginare di governare la rivoluzione digitale in corso?
Eugenio Samori said:
“Con la quarta edizione di Aria, organizzata dal Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria, vogliamo promuovere una cultura dell’innovazione capace di generare crescita, competitività e nuove opportunità per le imprese e per i giovani imprenditori del nostro Paese”.
E per fortuna la scelta di ospitare nuovamente il Consiglio Centrale dei Giovani Imprenditori di Confindustria – che l’anno scorso evidentemente non si è annoiato – conferma la portata nazionale di questa kermesse tecnologica. Ovviamente, non poteva mancare il ringraziamento sacro a Giovanni Acampora e alla Camera di Commercio Frosinone Latina per aver condiviso questa impresa titanica. Insomma, l’innovazione tecnologica diventa frutto maturo quando “accompagnata da competenze, responsabilità e valorizzazione del capitale umano”, perché se no è solo un palloncino gonfiato di parole altisonanti.
In sostanza, ARIA è l’allegra festa del politicamente corretto tecnologico: un incontro per parlar d’innovazione, crescita e futuro, a due passi dalla spiaggia di Ponza, ignari forse che la vera intelligenza artificiale è saper far sembrare queste chiacchiere la chiave di volta per salvare un’economia nazionale letteralmente alla deriva.



