Due signori sono finiti in manette per spaccio a Buscate, quel delizioso angolo di provincia milanese dove la quiete domenicale viene rallegrata da qualche spacciatore di turno. A organizzare l’evento, la sempre impeccabile Polizia di Stato di Busto Arsizio, con la collaborazione della polizia locale di Castano Primo e la sezione di polizia giudiziaria della procura, che ha pensato bene di servire un’ordinanza di custodia cautelare direttamente in carcere. Giusto per non far mancare niente.
La genesi della brillante operazione risale a dicembre, quando alcune preziose segnalazioni hanno indicato un’attività di spaccio in un casolare abbandonato – perché ovviamente, quale luogo più sicuro e discreto se non una rovina decadente? Curiosamente, quel casolare non è nuovo alle cronache: in passato è apparso pure in “Striscia la notizia”, probabilmente per la sua scenografica capacità di ospitare traffici illeciti.
E qui arriva il tocco di classe dei pusher moderni: niente incontri di persona o affanni vari, loro si limitavano a ricevere il denaro e poi, con la maestria di giocolieri di piazza, lanciavano le dosi di droga direttamente dal terrazzo dell’edificio abbandonato. Una specie di drive-in illegale, con vista panoramica.
L’inchiesta, sapientemente coordinata dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, ha rivelato un vero e proprio supermercato notturno della droga: cocaina, eroina, hashish, il tutto venduto senza soluzione di continuità dalla notte all’alba. Un orario di apertura che fa invidia a qualsiasi attività commerciale rispettabile, salvo il fatto che qui i clienti non sono semplici consumatori, ma sfortunati adepti del disagio sociale in versione hardcore.
Una tecnica di vendita “innovativa”
Da quando il tradizionale passaggio di mano è stato ritenuto troppo mainstream, i nostri furbetti si sono inventati questa modalità “alla buona”: gettare la merce dal terrazzo. Immaginate la scena, qualche lancio calibrato alla perfezione, quasi si trattasse di un gioco di abilità degno dei peggiori talent show. Insomma, perché rischiare un contatto diretto se puoi trasformare un’abitazione fatiscente in un’arena di lancio? Il tutto rende giustizia allo stereotipo del pusher genio del crimine, capace di reinventarsi per non farsi prendere (spoiler: alla fine, sono stati catturati lo stesso).
D’altra parte, non si può non ammirare anche l’efficienza con cui è stata condotta l’operazione, nonostante l’ambientazione da “caserma del terrore” a cielo aperto. Le forze dell’ordine hanno fatto il loro dovere, smascherando un mercato notturno di sostanze degradanti, che fa pensare a quanto sia radicata e capillare questa piaga sociale, anche nei luoghi più insospettabili e, sorprendentemente, sotto il mirino della televisione meno sospettata.
In attesa del processo, qualcuno potrà finalmente tirare un sospiro di sollievo: nel mentre, il terrazzo del casolare di Buscate probabilmente è tornato alla sua pacifica decadenza, almeno fino alla prossima brillante idea criminale a tema “lancio dall’alto”.



