Ah, il Roland Garros, quel parco giochi dove i sogni dei tennisti diventano incubi o trionfi – a seconda dell’estrazione a sorte, ovviamente. Jannik Sinner, il nume tutelare del tennis mondiale secondo qualche sognatore, parte con un avversario dal pedigree da wild card: il francese Clement Tabur. Un inizio così morbido che quasi quasi sembra un invito a casa, considerando che il sorteggio gli ha fornito un percorso nel tabellone maschile decisamente da passeggiata nel parco.
Ecco il bello: se nulla cambia (cioè, se gli altri non decidono di sconvolgere il tutto giocando davvero), il nostro Sinner potrebbe fare una capatina al terzo turno con un altro francese, il numero 30 Corentin Moutet. E in semifinale? Solo un leggero ostacolo come il canadese Felix Auger-Aliassime. Nulla di che per il presidente del tennis italiano, che arriva a Parigi con l’aria trionfante e un tabellone da facili previsioni, mentre si cimenta nella sua personale caccia al primo titolo sulla terra battuta più chic del mondo.
Ma non si preoccupi chi ama lo spettacolo vero: Novak Djokovic, con le sue ventiquattro coppe Slam come souvenir, si è beccato una strada tutta in salita, nemmeno fosse una sfida di sopravvivenza. Al primo turno c’è il francese Giovanni Mpetshi Perricard, il tipo con un servizio che ti fa gire la testa; al terzo turno potrebbe esserci il giovane brasiliano Joao Fonseca, seguito da altre amenità come il finalista due volte a Parigi Casper Ruud e il finalista dell’anno in corso Alexander Zverev. E il buon Zverev, il numero 2 del tabellone, si prepara a scoccare la sua freccia contro il francese Benjamin Bonzi.
Ah, le emozioni dell’addio: il veterano francese Gael Monfils giocherà – si spera con dignità – contro il connazionale Hugo Gaston in quella che, speriamo, sia l’ultima sua apparizione in quel tempio sacro del tennis. Ma non è finita qui! Anche il numero 17 Arthur Fils si gioca la pelle contro l’ex campione del 2015, niente di meno che Stan Wawrinka, anch’egli in cerca di un commiato degno sulla terra rossa parigina.
Scenario femminile: la vendetta è un piatto che si serve nella stessa sezione
Nel tabellone femminile, la giovane stella Coco Gauff comincerà la sua rincorsa al bis contro l’incontrastata connazionale Taylor Townsend. E per chi si preoccupava di vedere la numero uno al mondo farsi bastare il podio, niente paura: Aryna Sabalenka esordirà contro la spagnola Jessica Bouzas Maneiro.
Per la round di chi se lo aspettava, la francese semifnalista sorpresa dello scorso anno, Lois Boisson, rivede il confine tra gloria e realtà affrontando la russa e testa di serie numero 22 Anna Kalinskaya. Ah, la buona sorte: si ritrova nella stessa parte di tabellone della Gauff, con la prospettiva di una bollente quarta rotonda tutta a stelle e strisce. E per chi sperava in uno scontro epico in finale tra le ultime due signore della racchetta, mi spiace deludervi: Gauff e Sabalenka sono prenotate per un ballo anticipato in semifinale. Un vero colpo al cuore per i nostalgici dei finaloni.
E poi c’è la sempreverde quattro volte regina di Parigi, Iga Swiatek, che debutterà contro la meno sensazionale Emerson Jones dall’Australia, con in mente un possibile tête-à-tête nei quarti con la recente vincitrice di Roma, Elina Svitolina. La seconda testa di serie, Elena Rybakina, si misurerà invece con la slovena Veronika Erjavec, sperando che la fortuna giochi dalla sua parte – o almeno che l’avversaria dimentichi come si impugna una racchetta.



