Milano apre gratis cortili e palazzi storici perché a quanto pare non avete già abbastanza da visitare

Milano apre gratis cortili e palazzi storici perché a quanto pare non avete già abbastanza da visitare

Domenica 24 maggio, preparatevi a un’altra edizione imperdibile della Giornata Nazionale delle Dimore Storiche. A Milano e in tutta la Lombardia, l’evento annuale organizzato dall’Associazione Dimore Storiche Italiane vi regalerà la rara e stupefacente possibilità di sbirciare in centinaia di residenze private, spesso nascoste al volto del mondo comune. Un’occasione d’oro per scoprire palazzi, ville e cortili che sembrano usciti direttamente da un romanzo d’epoca, perché cosa c’è di meglio che passare una giornata ammirando vecchie mura polverose ricche di “storia e bellezza”? Certo, poco conosciute in effetti: chissà come mai.

Il tema di quest’anno, mica meno profondo, è ‘Custodi di futuro: un patrimonio vivo per un valore condiviso’. Traduzione? Tutti devono sentirsi responsabili di mantenere intatto questo patrimonio storico-architettonico privato, una sorta di missione quasi sacra, come se il futuro dell’umanità dipendesse dagli affreschi un po’ sbiaditi e dai lampadari di cristallo che nessuno pulisce davvero.

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Nel contesto della manifestazione regionale in Lombardia torna anche ‘Cortili Aperti’, un’iniziativa che – udite udite – valorizza i cortili storici italiani. Per questa occasione (gratuita, ovviamente, ma con prenotazione obbligatoria per rendere tutto ancora più esclusivo) si organizzano tour guidati tra palazzi, ville e residenze, tutte rigorosamente private. A Milano, se avete fatto bene i compiti, potrete sbirciare nei cortili di via Puccini, della Veneranda Pinacoteca Ambrosiana, di Casa Gussi, Casa Pisani Dossi, Palazzo Cusani, Casa Bono e Palazzo Moriggia, che ospita anche il Museo del Risorgimento. Insomma, tutta roba da far svenire gli appassionati di storia e amanti del bello “inebriati” dal fascino di questi luoghi che, per una volta all’anno, si concedono al pubblico.

Naturalmente, il tutto incorniciato in un’aura di “nobile patrimonio da custodire”, perché niente dice “responsabilità sociale” come puntellare il vetusto e fare la prenotazione online per passare due ore fra mura piene di polvere secolare. Se volete saperne di più, non sarà difficile trovare informazioni sul sito dedicato, che a meno che non siate appassionati di scartoffie, probabilmente sfoglierete con amorevole dedizione.

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