Quando Ligabue ci ricorda che le donne non sono proprietà di nessuno ma qualcuno ha ancora bisogno di sentirlo

Quando Ligabue ci ricorda che le donne non sono proprietà di nessuno ma qualcuno ha ancora bisogno di sentirlo

“La tua parola contro la sua.” Un classico, no? Solo un altro episodio tra i mille che passano inosservati, perché ovviamente non c’era nessuno a fare da giudice supremo. Ma intanto, sì, tutti chiacchierano, spiegano come dovrebbe andare, mentre tu… Sei ancora tu. Ancora tu, ché sai quanto questo significhi.

Ecco la sorpresa degna di nota: il Ligabue di turno, durante il concerto inaugurale all’Arena Santa Giulia, ha deciso di esibirsi con un pezzo mai ascoltato prima. Una chicca totalmente inedita. Dove? Sul palco scintillante del Unipol Dome, niente meno. Il titolo? “Nessuno è di qualcuno”. Sì, perché al nostro caro Ligabue è venuta la brillante idea di dedicare una canzone contro la violenza sulle donne. Originale, eh?

Così, giusto per non farci mancare nulla, questa nuova ballata dall’etichetta “contro la violenza di genere” farà felici tutti, soprattutto perché tutti i diritti verranno devoluti alla magnanima Fondazione Una Nessuna Centomila. Perché, ve lo ricorda il nostro cantautore, “una donna su tre in Italia ha subito violenza fisica, sessuale o entrambi, mica pizza e fichi”. Un messaggio nobile, senza dubbio, lanciato dal palco tra un assolo e l’altro.

Come ciliegina sulla torta, un video patinato ha anticipato l’attacco, dove le voci di vari “uomini dello spettacolo” si alternano in testimonianze preconfezionate contro la violenza. Certamente toccante, se si dimentica la discreta dose di retorica da mostra sociale.

L’annuncio trionfale sul palco

E non poteva mancare la passerella: sul palco, insieme al protagonista, è salita anche la Fiorella Mannoia. Di nuovo a tirare fuori dal cilindro la “quarta edizione” di quel grande raduno musicale chiamato “Una, nessuna, centomila” che si svolgerà – tenetevi forte – all’Arena di Verona il 21 settembre 2026. Sì, proprio così, per un evento in cui “le voci della musica” (eh già, come no) si uniranno in una parata di star a raccolta per elargire fondi ai centri antiviolenza. Che originalità.

Lo show promette di far sfoggio di nomi altisonanti di musicisti e divi pronti a duetti, esibizioni e collaborazioni, tutti insieme per dire “basta” ai femminicidi, con l’infaticabile scopo di sostenere i centri che aiutano le donne ad uscire da situazioni di violenza. E, ovviamente, per sensibilizzare un pubblico che, sì, era proprio quello che mancava all’appello. Chi lo direbbe mai?

Fiorella Mannoia ha fatto la sua parte da paladina:

“Questa canzone Luciano l’ha donata alla nostra fondazione. Nessuno è padrone di nessuno. Nessuno è di qualcuno. Serve un nuovo passo culturale, abbiamo bisogno di voi. Abbiamo bisogno del supporto degli uomini perché non è una guerra delle donne contro gli uomini, ma una battaglia che dobbiamo fare tutti insieme.”

Ovviamente, perché sia tutto chiaro e non si confondano le parti, anima e corpo in questa crociata social. L’idea geniale: non è uno scontro tra sessi, ma una “battaglia collettiva” – parola di chi pensa che un concerto risolva problemi secolari di cultura maschilista strutturata. Difficile da tradurre in pratica, ma almeno fa scena.

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