Pronto a fuggire sul primo autobus perché la vita è un thriller senza senso

Pronto a fuggire sul primo autobus perché la vita è un thriller senza senso
Milano, che fa luce sullo sfruttamento dei manovali impiegati nel cantiere del nuovo Consolato statunitense. Ovviamente, quel capolavoro edilizio firmato Caddell Construction, in Piazzale Accursio, nel cuore della metropoli lombarda.

Tra l’oscurità della notte tra venerdì e sabato 6 giugno, il coraggioso pubblico ministero Paolo Storari ha deciso di non aspettare più: ha dato il via al fermo di un 51enne di origine indiana. Un uomo che gli investigatori definiscono “caporale operativo” e – sorpresa – l’anello di congiunzione del meccanismo di sfruttamento che parte dall’asse Nuova Delhi-Milano. Una vera e propria catena di chissà quali nobili intenzioni.

Le accuse? Facilissime da spiegare (e da indignarsi): avrebbe obbligato almeno 50 lavoratori a aprire un conto corrente in Italia, costringendoli a firmare documenti in una lingua incomprensibile a loro. Il risultato? Ogni mese venivano sottratti automaticamente 500 euro dalla busta paga, soldi che servivano per pagare l’alloggio nei Residence Le Groane e Residence Ripamonti, rigorosamente destinati agli immigrati arrivati con il pregiato pass del distacco intra-societario internazionale.

Ovvero: il sistema prevede che chi è distaccato deve avere vitto e alloggio garantiti senza sborsare un centesimo extra. Ma evidentemente le regole sono solo parole, carta straccia per chi ha pensato bene di mettere in piedi questo grazioso teatrino basato sullo sfruttamento sistematico e ben confezionato. Che bel colpo di classe.

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