De Martino ci regala il Festival di Sanremo 2027: cinque giorni di fuoco dal 16 al 20 febbraio, perché non bastavano già quelli di quest’anno

De Martino ci regala il Festival di Sanremo 2027: cinque giorni di fuoco dal 16 al 20 febbraio, perché non bastavano già quelli di quest’anno

L’annuncio delle date del Festival di Sanremo 2027, fissato dal 16 al 20 febbraio, è arrivato con la solita sofisticata strategia: l’ha comunicato il nuovo direttore artistico Stefano De Martino tramite i suoi profili social, perché si sa, l’ufficialità passa prima da Instagram che dalla tv pubblica italiana. Con elegante trasparenza, la Rai ci informa che De Martino e il direttore dell’Intrattenimento PrimeTime stanno già “predisponendo la macchina organizzativa” del Festival, espressione burocratica che tradotta significa: vediamo di mettere insieme qualche idea a primavera.

Perché De Martino, da direttore artistico, sa come catturare l’attenzione: ha pubblicato una storia Instagram con “Vita spericolata” di Vasco Rossi in sottofondo. Per chi non lo ricordasse, nel 1983 questa chicca arrivò penultima a Sanremo ma – oh, magia! – ha poi conquistato il titolo di cult immortale della musica italiana, l’esempio perfetto di come al Festival si premiano le meteore e non i capolavori.

Secondo voci raccolte da agenzie meno “social” e più serie (sempre che esistano), le cover verranno anticipate alla terza serata, bruscamente spostate dalla quarta, cambiamento stilistico che fa molto “rivoluzione istituzionale”. Ma aspettate, c’è di più: alla quarta e penultima serata si svolgerà la mitica “serata Eurovision”, una gara nella gara che assegna il ruolo di rappresentante italiano al contest continentale. Perché Sanremo non è più solo Sanremo, ormai è uno show multipiattaforma che “decreta” e “seleziona”, un po’ come i candidati di un reality, ma con meno glamour e più gaffe.

Come ciliegina sulla torta, corre voce di una reunion dei Måneskin sulla prestigiosa passerella del Teatro Ariston, proprio durante il Festival 2027. L’anticipazione arriva da Fiorello, fresco di incontri con Ethan e Thomas ai Internazionali di Tennis, un intreccio di eventi così casuale da far sospettare che la vera rivoluzione di De Martino non sia solo musicale, ma anche un game di networking molto ben orchestrato.

Per rendere tutto ancora più scic, la squadra musicale vedrà l’ingresso di Fabrizio Ferraguzzo, lo storico manager dei Måneskin. Insomma, se questo non è un messaggio subliminale di trasformazione del Festival in un prodotto trendy e iper-commerciale, cosa lo è? Ah, quasi dimenticavamo: si parla di una riduzione drastica del numero dei concorrenti, perché meno è meglio, soprattutto quando si tratta di scegliere chi dovrà intrattenere il pubblico di una kermesse che non sembra riuscire a staccarsi dalle mode del momento.

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