Perché ogni notte deve esserci un nuovo episodio da manuale di come una tranquilla strada provinciale possa trasformarsi in un set di tragedie? Stavolta tocca alla Strada Provinciale 62 ‘Cisa’, a Brescello, nel cuore del Reggiano, teatro di un incidente mortale degno di un noir stradale. Intorno alle 3:30 del mattino, quando il sonno dovrebbe regnare sovrano, una Volkswagen Passat decide di fare il suo ingresso in scena investendo due ragazzi su due biciclette.
Il primo atto di questa tragedia? Un giovane di 19 anni, originario e residente a Pontedera, nel Pisano, perde la vita. I soliti, inutili tentativi disperati di rianimazione da parte del 118 che arrivano sul posto non bastano a ribaltare l’esito fatale. Il secondo giovane, appena diciottenne e anch’egli proveniente da Pontedera, esce dallo schianto incassando una ferita, ma almeno è cosciente.
Perché, tanto per non farci mancare nulla, a dirigere questa tragedia è un attore di mezza età: un uomo di 43 anni, nato a Napoli e residente a Sorbolo Mezzani, nel Parmense, che pilota la Volkswagen. No, non è un racconto inventato, ma la cruda realtà che si srotola mentre i Carabinieri della stazione di Cadelbosco sopra Crostolo si arrovellano sui rilievi, che a questo punto sembrano più una rincorsa a capire cosa effettivamente sia successo.
I veicoli, come in una scena da film poliziesco, sono stati sequestrati e portati via dal soccorso stradale, forse in cerca di qualche indizio che possa spiegare questa mattanza notturna. I Carabinieri, però, non si sbilanciano: la dinamica precisa resta un mistero degno di una serie tv noir.
La tragedia dietro l’angolo di una strada qualunque
Non è mai un caso isolato, ma sembra proprio un copione tristemente ricorrente: strade provinciali, notte fonda, biciclette e auto che non riescono a trovare un minimo di armonia. Una danza macabra che lascia vittime ma soprattutto tante domande senza risposta.
Come un film già visto, ci ritroviamo a raccontare di giovani vite spezzate, automobilisti sotto i riflettori dell’accusa, e un sistema che al momento fa solo da spettatore silenzioso. Eppure basterebbe un pizzico di attenzione in più o qualche intervento strutturale per evitare che queste storie ricomincino a ripetersi come un disco rotto.
Peccato però che la realtà, in Italia, sia spesso un dramma rinviato, dove le soluzioni restano improbabili e le tragedie, purtroppo, inevitabili. E allora aspettiamo la prossima notte, la prossima strada, la prossima fotografia d’incidente da mostrare al telegiornale, mentre questa vicenda si va lentamente depositando nell’oblio di un tragico déjà vu.



