Prima cerimonia europea dell’Ordine al merito: i media si preparano allo show imperdibile

Prima cerimonia europea dell’Ordine al merito: i media si preparano allo show imperdibile

Oleksandra Matviychuk, avvocata per i diritti umani, la paladina che ricorda ogni tanto che esistono restrizioni e ingiustizie

Viviane Reding, ex vicepresidente della Commissione Europea, ex membro della Camera dei deputati del Lussemburgo e ex parlamentare europeo. Insomma, una vera veterana delle poltrone con vista panoramica.

Un Momento di Grande Democrazia… O Quasi

I giornalisti, quei coraggiosi esploratori del disfacimento istituzionale, potranno assistere a briefing esclusivi dopo la cerimonia con alcuni dei più rappresentativi, come Lech Wałęsa, Maia Sandu, Wolfgang Schüssel e Jean-Claude Trichet. Per gli smaniosi del contatto umano, altri laureati saranno disponibili per interviste e foto ricordo, perché un po’ di celebrità non fa mai male.

Chiunque voglia partecipare a questo festival della conferenza stampa dovrà semplicemente contattare i soliti burocrati del Parlamento europeo, che saranno ben felici di farvi accomodare… o almeno così si spera.

Dalle 16 alle 17, un gruppo selezionato fra i magnifici otto (tra cui Sandra Lejniece, Oleksandra Matviychuk e Viviane Reding) si cimenterà in un panel di discussione presso La Rotonde, nel mitologico edificio Churchill del Parlamento, aperto agli addetti ai lavori della stampa. Ovviamente la scaletta definitiva verrà rilasciata con la solita puntualità burocratica poco prima dell’evento.

Un’Idea Dell’Europa da Festeggiare (O Da Sospirare?)

In vista del 75° anniversario della mitica Dichiarazione di Schuman, il Bureau del Parlamento europeo ha deciso che ci voleva una medaglistica istituzionale nuova di zecca, un gioiellino da sfoggiare per onorare chi ha scomodato la propria vita per l’integrazione europea e per l’incessante promozione – o almeno tentativo – di quei valori che ogni tanto qualcuno confonde con belle parole da baciare in pubblico.

Un riconoscimento che, ammettiamolo, serve soprattutto a quei personaggi che non riescono a fare a meno di sentirsi indispensabili nella costruzione di questo castello di carta chiamato Unione Europea. Per noi spettatori, invece, un perfetto esempio di come l’autocelebrazione istituzionale possa raggiungere vette di comicità involontaria difficili da eguagliare.

Strasburgo la pietosa cerimonia inaugurale dell’Ordine Europeo del Merito. Un evento destinato a celebrare quei personaggi che, evidentemente privi di modestia, hanno deciso di complicarci la vita dedicandosi alla tanto decantata integrazione europea e alla difesa – o forse solo alla retorica – dei fantomatici valori europei.

Tredici dei discepoli più illustri (su venti, perché si sa, il concetto di “élite” è selettivo anche nell’economia delle presenze) saranno presenti nell’emiciclo del Parlamento, con tanto di diretta streaming per chi proprio non riesce a staccare gli occhi da questo spettacolo di supponenza istituzionale. Ovviamente, ciascun laureato avrà la generosa occasione di aprire bocca dopo la cerimonia, perché quando si ha qualcosa da dire – o almeno si crede di averla – il microfono non può mancare. I giornalisti a Strasburgo potranno anche scambiare qualche parola con questi paladini del vecchio continente.

Ecco la lista degli illustri reduci attesi alla festa del magnanimismo europeo:

Angela Merkel, ex Cancelliere federale della Germania (non si poteva non chiamare la mamma di tutti i guai!)

Lech Wałęsa, ex leader di Solidarność e vecchio presidente della Polonia, simbolo vivente di una nostalgia storica ripetutamente celebrata

Jerzy Buzek, uno che ha fatto il primo ministro della Polonia e pure presidente del Parlamento europeo. Insomma, un vero sussidiario vivente per quelli che sognano carriere imbalsamate

Aníbal Cavaco Silva, ex presidente e primo ministro del Portogallo, il maestro involontario dei discorsi vuoti ma pieni di titoli altisonanti

Pietro Parolin, il cardinale segretario di Stato di Sua Santità, perché anche la Chiesa deve dare una mano nella promozione di questo amore senza confini per l’Europa

Maia Sandu, presidente della Repubblica di Moldavia, che non poteva mancare nel coro degli encomi

Wolfgang Schüssel, ex cancelliere federale dell’Austria, per ricordarci che anche chi ha governato può avere il piumino imbottito di gloria

Javier Solana, ex Alto rappresentante dell’UE per la politica estera e di sicurezza comune, perché l’Europa senza diplomazia è come un dolce senza zucchero

Jean-Claude Trichet, ex presidente della Banca Centrale Europea, l’uomo dei tassi che hanno fatto tremare qualcuno

Marc Gjidara, avvocato e studioso – aggiungete pure “esperto” se vi piace un po’ di retorica giuridica

Sandra Lejniece, medico, scienziata e brillante leader accademica, perché anche nel mondo dello studio bisogna saper farsi notare

Oleksandra Matviychuk, avvocata per i diritti umani, la paladina che ricorda ogni tanto che esistono restrizioni e ingiustizie

Viviane Reding, ex vicepresidente della Commissione Europea, ex membro della Camera dei deputati del Lussemburgo e ex parlamentare europeo. Insomma, una vera veterana delle poltrone con vista panoramica.

Un Momento di Grande Democrazia… O Quasi

I giornalisti, quei coraggiosi esploratori del disfacimento istituzionale, potranno assistere a briefing esclusivi dopo la cerimonia con alcuni dei più rappresentativi, come Lech Wałęsa, Maia Sandu, Wolfgang Schüssel e Jean-Claude Trichet. Per gli smaniosi del contatto umano, altri laureati saranno disponibili per interviste e foto ricordo, perché un po’ di celebrità non fa mai male.

Chiunque voglia partecipare a questo festival della conferenza stampa dovrà semplicemente contattare i soliti burocrati del Parlamento europeo, che saranno ben felici di farvi accomodare… o almeno così si spera.

Dalle 16 alle 17, un gruppo selezionato fra i magnifici otto (tra cui Sandra Lejniece, Oleksandra Matviychuk e Viviane Reding) si cimenterà in un panel di discussione presso La Rotonde, nel mitologico edificio Churchill del Parlamento, aperto agli addetti ai lavori della stampa. Ovviamente la scaletta definitiva verrà rilasciata con la solita puntualità burocratica poco prima dell’evento.

Un’Idea Dell’Europa da Festeggiare (O Da Sospirare?)

In vista del 75° anniversario della mitica Dichiarazione di Schuman, il Bureau del Parlamento europeo ha deciso che ci voleva una medaglistica istituzionale nuova di zecca, un gioiellino da sfoggiare per onorare chi ha scomodato la propria vita per l’integrazione europea e per l’incessante promozione – o almeno tentativo – di quei valori che ogni tanto qualcuno confonde con belle parole da baciare in pubblico.

Un riconoscimento che, ammettiamolo, serve soprattutto a quei personaggi che non riescono a fare a meno di sentirsi indispensabili nella costruzione di questo castello di carta chiamato Unione Europea. Per noi spettatori, invece, un perfetto esempio di come l’autocelebrazione istituzionale possa raggiungere vette di comicità involontaria difficili da eguagliare.

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