Ah, la moda del viaggiare da soli: un trend che cresce così tanto da far impallidire l’industria del gruppo e del viaggio organizzato. Perché? Forse perché la compagnia umana è sopravvalutata o perché l’idea di dover condividere il controllo del telecomando del soggiorno con un altro umano è semplicemente troppo stressante.
Non sorprende che sempre più persone scelgano di partire senza co-pilota umano, godendosi quella meravigliosa sensazione di completa libertà che solo un viaggio in solitaria può offrire: nessun compromesso, nessun orario imposto da qualcun altro, solo tu e le tue folli decisioni di cambiamento itinerario all’ultimo minuto.
Un’avventura… soprattutto per il portafoglio
Ovviamente viaggiare da soli suona così romantico e liberatorio, ma per la realtà economica è un piccolo incubo. Hotel che si comportano come se tu fossi una miniera d’oro a pagamento singolo, trasporti che ti fanno pagare come se stessi semplicemente prendendo una carrozza personale, senza parlare delle escursioni “perfette per gruppi” a cui, immancabilmente, si fa pagare un supplemento da solista. Libertà, sì, ma a caro prezzo.
Insomma, la solitudine sembra avere il suo costo, e non stiamo parlando dell’autostima.
Dove andare per non sentirsi soli (troppo)
Per tutti i coraggiosi single del viaggio, esistono le mete “apposta fatte” per accogliere i viaggiatori solitari senza che si sentano come un pesce fuor d’acqua. Città vivaci, come Barcellona o Tokyo, dove la folla è così densa che perdetevi è praticamente una garanzia; oppure isole più piccole, dove potete proclamare ad alta voce «sono qui solo io» senza che nessuno vi contraddica – almeno per un po’. In ogni caso, la scelta perfetta sembra dover combinare l’indipendenza con una buona scorta di divertimento “sociale” a portata di mano.
Oltre alle mete turistiche classiche, si sta assistendo a un crescente interesse per i viaggi di nicchia, più intimi o immersi nella natura: trekking solitari, meditazioni all’aperto, esperienze che nutrono l’anima ma solo quella, perché con gli altri si rischia sempre di dover condividere.
Viaggiare da soli: la nuova lingua dell’egoismo
Non fatevi illusioni, però. Viaggiare da soli non è solo una questione di libertà, ma anche di egoismo raffinato con tanto di cappello fedora e occhiali da sole oversize. Ci si gusta ogni momento come un’opera d’arte personale, con selfie di gruppo assenti per scelta, perché si sa, chi ha bisogno della compagnia quando c’è il perfetto riflesso di uno smartphone?
E poi, diciamolo, c’è quel piacevole senso di superiorità poi di chi viaggia “da solo”, come se avesse scoperto il segreto dell’universo, mentre gli altri sono ancora lì a litigare per scegliere il ristorante della sera.
In conclusione, se la solitudine in vacanza vi sembra una genialità, preparatevi a un mix di vantaggi che si accompagnano a costi esasperati e un pizzico di narcisismo da manuale. Ma d’altronde, chi ha bisogno degli altri quando c’è un’avventura tutta per sé… e un conto in banca che si svuota da solo.



