Una domenica che difficilmente verrà dimenticata, da annotare in giallo nel calendario della gloria sportiva italiana. Al World Taekwondo Grand Prix di Roma 2026, abbiamo assistito all’epopea trionfale di Vito Dell’Aquila, che ha portato a casa la medaglia d’oro nella categoria -58kg. Davanti a un pubblico di fedelissimi, riunitisi ancora una volta nella sacra arena del Foro Italico, il nostro eroe ha piegato per 2-1 il temibile sudcoreano Eunsu Seo, grazie a colpi ben piazzati negli ultimi, ultimi secondi della contesa.
Vito Dell’Aquila ha confessato, con la gioia a malapena contenuta dal fisico provato:
“Ho realizzato un sogno. Quando le gambe stavano per cedere, ho messo da parte ogni tattica e ho combattuto d’istinto.”
Impressionante, vero? Considera questa medaglia niente meno che la più preziosa della sua carriera, mica roba da poco. Certo, le Olimpiadi restano il sacro Graal, ma lui voleva a tutti i costi questa vittoria al Grand Prix, paragonandolo perfino a Wimbledon. Nel cuore di Roma, il confronto tra i migliori è stato un delirio di passione, tanto che Vito si augura di diventare un modello per le future generazioni di piccoli spettatori in trepidante attesa.
La sua giornata da leggenda è partita con un secco 2-0 ai sedicesimi contro il turco Yusuf Badem, seguita da un altro 2-0, questa volta contro il turco Furkan Ubdeyde Camoglu agli ottavi, per poi demolire con un ancora più netto 2-0 il sudcoreano campione olimpico di Parigi 2024, Tae-joon Park, suo rivale numero uno di categoria.
Ovviamente, l’applausometro non si è fermato solo su Dell’Aquila: la spedizione italiana al Grand Prix si è tinta anche d’argento grazie a Simone Alessio nei +80kg e a Antonino Bossolo nel Para Taekwondo. Mentre il giovane talento Aberrahman Touiar, fresco d’argento agli Europei di Monaco, ha sfiorato il podio, fermandosi ai quarti contro proprio Eunsu Seo, che poi ha incassato la sconfitta finale da Dell’Aquila. Si vede che il giro di boia degli ottavi era riservato ai peggiori.
Purtroppo, il sogno si è spezzato presto per Andrea Conti (-58kg), battuto 2-0 dall’azero Gashim Magomedov, e per Lucrezia Maloberti, che ha perso 2-1 dall’inevitabile francese Mah Teninba Fofana nella categoria -49kg femminile. Insomma, anche gli dèi del taekwondo hanno i loro giorni no.
Il commento da manuale sulla crescita italiana
Il presidente della Federazione Italiana Taekwondo, Angelo Cito, non si è risparmiato: la medaglia d’oro di Dell’Aquila, ottenuta dopo una finale d’altri tempi, è la ciliegina sulla torta di un Grand Prix praticamente perfetto, impreziosito dagli argenti di Alessio e Bossolo. Insomma, una grande festa per tutti, dallo staff tecnico guidato dal direttore Claudio Nolano fino al movimento che si vanta di contare su cotanta eccellenza. Una bella favola di cui andare fieri, almeno fino al prossimo torneo, quando le illusioni verranno messe nuovamente alla prova.



