Che sorpresa! Questa è la meraviglia dell’informazione moderna: un articolo ridotto a un monolite di spazi vuoti e frasi mancanti. Ma niente paura, se cercavate una trama solida o anche solo un barlume di senso, siete capitati nel posto giusto per delusioni. Lo scenario? Niente meno che un ensemble di tag HTML inutilizzati e una rassegna di Air BnB di spazi bianchi che sfidano la gravità editoriale.
Tra promesse di «speciali visite guidate a Palazzo Moroni» e un’occhiata fugace a Mostre di cui però nessuno si prende la briga di parlarne, il tutto si riduce a un lunghissimo sospiro digitale. Si nota una certa grazia nell’eliminare qualunque contenuto significativo; una verticalità stilistica nel vuoto che forse avrebbe meritato una medaglia ironica.
Ovviamente, nessun nome di persone, città o istituzioni di rilievo è stato nominato perché, a quanto pare, in questo spazio vuoto non si vuole dare nemmeno l’ombra di una minima informazione. Qualsiasi tentativo di dettaglio è stato mirabilmente rimosso: niente date, niente riferimenti temporali, niente autori. Solo un meritato silenzio digitale.
Se fosse un film, sarebbe un capolavoro dell’assenza narrativa; se fosse una conversazione, la risposta tipo “sto bene” detta senza alcuna emozione o voglia reale di dialogare. Insomma, un trionfo dell’austerità contenutistica, probabilmente prodotto da qualche algoritmo impazzito o da un redattore che ha deciso che meno è meglio, ma molto molto meno.
Un’Elegante Inconsistenza
Si potrebbe quasi pensare che dietro a questo vuoto ci sia una specie di progetto artistico sperimentale: il racconto dell’invisibile, il fascino della pagina che non contiene nulla. L’importante è che tutto sia incorniciato, rigorosamente senza titoli di testa o coda, eppure a un certo punto un improbabile esercizio di stile tra tag di paragrafo e titoli senza senso guizzano nel buio.
In questo affresco di nulla, nemmeno un’immagine è riuscita a farsi un posticino degno di nota. Perché a chi vuoi che interessi, in fin dei conti, una figurina che spacchi il silenzio di questa pagina vuota? È più poetico lasciare che sia l’immaginazione a riempire ogni spazio bianco con l’assurdo. Magari un’immagine invisibile, anzi, assente, perfetta per questo capolavoro late digitale.
Il Paradosso della Comunicazione Moderna
È ironico come la comunicazione digitale, nata per semplificare e ampliare la portata delle informazioni, riesca invece a partorire simili mostri di incomunicabilità. Forse è un modo subliminale per riflettere sul valore dell’informazione: più se ne toglie, più cresce la curiosità? Oppure un invito a riscoprire l’arte perduta dell’attesa e dell’illusione di una notizia?
Tutto considerato, questo articolo – o quel che ne resta – è un ritratto perfetto del nostro tempo: pieno di promesse che non mantengono nulla, dichiarazioni che non portano a nulla, e una totale mancanza di qualunque sostanza. Ma almeno ci ha regalato il piacere di godere dello spettacolo dell’inconsistenza assoluta, una giostra di parole non dette e informazioni mai arrivate.
Quindi, complimenti agli autori di questa meraviglia editoriale, o dovremmo dire agli autori del grande vuoto, che con maestria hanno trasformato un’opportunità di comunicazione in un’odissea del silenzio, un esercizio di stile nell’arte di non dire niente. Meriterebbero un premio, se solo ci fosse qualcuno interessato a premiare il nulla.



