I valorosissimi Ris di Parma si sono degnati di fare un salto nell’appartamento di via Oxilia 11 a Milano nella mattina di lunedì 22 giugno. Il motivo? Accertarsi con cura dove il povero interprete sessantenne Roberto Guerrino ha deciso di passare la sua ultima serata, ovvero sabato 13 giugno, prima di essere barbaramente “salutato” da qualche colpo al cranio.
Eh sì, perché tra le tante occupazioni della giornata, gli slanci investigativi sembrano essersi concentrati sulla ricerca delle famigerate “tracce” nell’appartamento: chissà quali indizi preziosi, magari lasciati cadere tra un bicchiere di vino e l’altro, potrebbero svelare il mistero di questo crudele omicidio.
Il gioco delle tracce… una caccia davvero appassionante
Da veri detective, i Ris non si sono limitati a una semplice visita di cortesia. No, no. Hanno setacciato ogni angolo di quell’appartamento meneghino, come se stessero cercando l’ultima puntata di una serie TV di successo. Si è così palesato l’affascinante prospetto: colpi al cranio multipli, un particolare che ovviamente tutti avevano intuito, tranne forse chi ha deciso di nasconderlo con la sobrietà di un film noir.
In tutto questo, però, balza agli occhi una meravigliosa contraddizione: l’apparente lentezza con cui le indagini procedono, eppure la solennità con cui viene annunciato il mega sopralluogo. Un vero spettacolo di efficienza investigativa che non si vede tutti i giorni.
Il silenzio assordante delle conferme
Nonostante l’attesa trepidante, nessun dettaglio concreto è ancora stato condiviso con la stampa o con chiunque desideri un po’ di chiarezza. Intanto, il pubblico resta appeso a un filo di ipotesi elaborate su misura per alimentare la suspance, mentre i veri colpevoli continuano a godersi la pacchia – o forse a nascondersi così bene da far impallidire Houdini.
Ci si chiede: sono forse queste misteriose “tracce” la chiave di volta per risolvere il caso, oppure il solito gioco delle parti volto a distogliere l’attenzione dalla palese incapacità o dal semplice caso? Se c’è una certezza, è che l’arte di creare misteri senza risposte non conosce crisi.
Le verità nascoste dietro le mura di via Oxilia
Come nei migliori thriller, il luogo del misfatto – il modesto appartamento al civico 11 – diventa il palcoscenico di un dramma incomprensibile, dove la vittima, un professionista rispettabile, scompare tragicamente dietro un velo di silenzio e dolore. Ma niente paura: i nostri eroi dell’investigazione hanno preso a cuore il caso, pronti a divenire moderni Sherlock Holmes, assillando con domande retoriche e ricerche quasi ossessive quella che ormai sembra una scena del crimine alla mercé dell’epoca dei selfie.
Insomma, mentre attendiamo con ansia le “miracolose scoperte”, ci accontentiamo di una cosa: il copione perfetto per una serie TV che nessuno ha chiesto, ma che tutti sembrano destinati a subire con paziente, disilluso cinismo.



