A quanto pare, Francia e Germania hanno deciso di prendersi per mano e fare un passo da giganti, o meglio da colossi bellici, al punto da arrivare a mettere le mani in tasca a un produttore europeo di armi, la KNDS. Sì, avete capito bene: il governo tedesco vuole acquistare una fetta della torta, un bel 40%, da certi azionisti familiari. Tutto questo nel lieto contesto di una possibile quotazione in borsa che potrebbe valere tra i 15 e i 18 miliardi di euro. Non uno scherzo.
Per chi si chiedesse perché mai la Germania dovrebbe volersi invischiare così tanto in un settore il cui scopo principale consiste nell’alimentare conflitti armati, la risposta fornita dal comunicato ufficiale è quanto mai rassicurante: “Una quota tedesca in KNDS garantirà influenza a lungo termine su un’azienda strategica per la sicurezza e le capacità difensive europee.” Insomma, non è vendere munizioni, è proteggere il Vecchio Continente.
Magari a qualcuno sfugge che stiamo parlando di armamenti pesanti, veicoli blindati e munizioni, utilizzati in Ucraina e chissà dove altro, ma si sa: il nazionalismo bellico è tornato di moda. La modernizzazione e l’espansione delle forze armate tedesche non si fanno mica con i fiori!
In questo quadretto quasi idilliaco, i due Stati ci tengono subito a precisare che la loro intesa va tutta a rafforzare la “sovranità comune nella difesa terrestre”. Tradotto: un esercito e un’industria militare pan-europea, giusto per evitare che qualcun altro abbia la brillantissima idea di decidere dove e come si combatte.
E veniamo all’elefante nella stanza: l’IPO, la quotazione in borsa, che si annuncia imminente, probabilmente già martedì dopo che l’accordo sarà definito. Un’esplosione di azioni e speculazioni attorno a un colosso della guerra, che non ha mai conosciuto crisi nel mercato, soprattutto in tempi così “sereni”.
Finora la partecipazione francese si aggira attorno al 50%, ma guarda caso, quella cifra è destinata a scendere al 40%, così i due partner europei si troveranno appiccicati l’uno all’altro come perfetti compagni di merende in un duopolio militare senza macchia né paura.
Il messaggio è chiaro: nel mondo nuovo, magari più incerto ma infinitamente più armato, la partnership franco-tedesca in campo militare non è solo doverosa, è fondamentale. E se così sarà, magari potremo dormire tutti sogni tranquilli, sognando carri armati invece che fiori.



