Dentro il thriller casalingo di Formia: due sorelle sparite e nessuno che si spiega come

Dentro il thriller casalingo di Formia: due sorelle sparite e nessuno che si spiega come

“Adesso è un vero pasticcio, un enorme pasticcio. E indovinate un po’? Non è ancora finita. Lo so… ma non me ne pento affatto. Lo rifarei seduta stante. Sono le mie nipoti, mica da meno. Le ho ospitate e nascoste, perché? Per loro”, racconta con quel mix di preoccupazione e orgoglio da vecchia volpe Mariasofia, l’anziana zia desiderosa di giocare a nascondino con la legge. Sarah e Alisya, le due sorelline fuggite da una casa famiglia e miracolosamente ritrovate dai carabinieri a Formia, le hanno trovato rifugio in casa. Che gesto eroico, no?

“Che fine farò? Carcere? Arresti domiciliari? Un bel mistero, come il finale di una soap. Mi hanno portato le bimbe, e io le ho tenute qui. Poi ho visto la caccia in TV, tutti a cercarle. Ma insomma, sono le mie nipoti, cosa avrei dovuto fare? Chiamare Babbo Natale?”

Mariasofia ha circa ottant’anni, mica bruscolini: “Con i genitori di Sarah e Alisya eravamo praticamente stranieri. Il padre? Quello non l’ho mai incontrato, ma l’ho visto in TV e, credetemi, non mi va proprio giù. Le due bambine me le hanno scaricate, chiedendomi di tenerle nascoste. La madre ha promesso che sarebbe ritornata a riprenderle, parole di chi abbandona. Io? Da sola, sola come l’ultimo biscotto rimasto nella scatola. A queste ragazze voglio un bene dell’anima, e ho fatto di tutto per farle sentire a casa. A modo mio, ovviamente.”

La generosità che sfida il buon senso

Che dire? Una storia commovente degna di una tragedia greca moderna: zia ottantenne che dimentica il buon senso e sistema in casa due nipoti probabilmente in fuga da situazioni ben più complicate di qualche promessa materna sfumata. Ovviamente, l’intervento delle forze dell’ordine ha aggiunto il tocco finale di tragicommedia, trasformando un gesto d’amore in un’intricata questione legale degna di un film noir a bassa risoluzione.

Nel frattempo, ci chiediamo tutti: quante altre Mariasofia sono pronte a fare la crocerossina di periferia, rischiando tutto a favore di un amore familiare che somiglia più a un terno al lotto? E il sistema, quello che dovrebbe vegliare sul bene delle bambine, dov’è? Forse impegnato a contare i biscotti che restano sulla mensola.

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