Si chiama Salim El Koudri, il protagonista involontario di una scena da film d’azione low budget, che sabato pomeriggio ha deciso di trasformare il centro di Modena in un circuito per dragster, travolgendo a tutta velocità un gruppetto di pedoni. Otto feriti, quattro dei quali in condizioni abbastanza serie: un’evidente dimostrazione di come una laurea in Economia possa dare accesso diretto a una brillante carriera da terrorista improvvisato.
Da buon milanese di provincia, o quasi, visto che è nato a Seriate (provincia di Bergamo), il trentunenne è l’esempio perfetto di come la realtà possa superare ogni aspettativa. Negativo all’alcol e alle sostanze stupefacenti, perché evidentemente bastava solo un po’ di follia pura per rischiare di mandare all’ospedale mezza città.
La folle corsa di un «incensurato»
Il nostro eroe, alla guida di una Citroen C3 partendo da Largo Garibaldi, ha deciso che il centro pedonale di via Emilia Centro fosse il posto ideale per un’esibizione di velocità selvaggia. Dopo aver investito alcuni ignari passanti, ferendone diversi, si è poi congedato dall’auto, lasciandola lì come un dono all’umanità, e ha provato a scappare con passo felpato. Peccato che a qualcuno sia venuto in mente di mettergli i bastoni tra le ruote – letteralmente – cercando di bloccarlo.
Qui il livello di demenzialità ha raggiunto nuovi picchi: Salim, invece di arrendersi, ha estratto un coltello, ferendo il suo eroico oppositore. Fuga finita poco dopo grazie alla polizia di Stato, che lo ha fermato all’incrocio tra via Pioppa e corso Adriano, risultato dello sforzo collettivo di molti cittadini e, naturalmente, delle forze dell’ordine.
Chi è il trentanovenne: un italiano «normale»?
Salim El Koudri, 31 anni, italiano di seconda generazione con origini marocchine, residente a Ravarino (Modena), è laureato in Economia e al momento disoccupato. Nessun precedente penale, nessun passato di problemi con la legge, eppure un comportamento che fa pensare il contrario di un “cittadino modello”. Peccato però che nonostante il negativo test su alcol e droghe, le sue origini di normalità sembrano terminare qui.
Le indagini hanno rivelato che fino a poco tempo fa era seguito da un centro per disturbi psichiatrici. Insomma, un classico «problema mentale» come se fosse la risposta pronta a qualsiasi situazione scomoda che la società non sa gestire.
Tra perquisizioni e smentite: terrorismo? No, grazie
Nonostante una scena che avrebbe fatto gridare subito al terrorismo, le autorità si sono affrettate a chiarire che non c’è alcun legame con atti eversivi o radicalizzazione religiosa. Un dettaglio che, per quanto ci riguarda, non cambia il fatto che un uomo in piena crisi mentale abbia potuto scatenare un dramma potenzialmente devastante senza che nessuno riuscisse a intervenire prima.
Per ora, quindi, la pista più accreditata è quella di un cedimento psichico, una storia che trova il suo copione tra le corsie di ospedali e centri di salute mentale, ma che nella vita reale si traduce in un episodio di ordinaria follia urbana che poteva trasformarsi in tragedia peggiorando.
Il lavoro degli inquirenti va avanti a ritmo serrato e tra perquisizioni e interrogatori si cerca di capire se nel dramma di sabato ci siano state altre scintille che hanno acceso questa miccia di violenza improvvisa. Nel frattempo, i cittadini di Modena hanno ricevuto un assaggio gratuito della sicurezza «moderna» e della gestione efficiente della prevenzione di certi giovani turbolenti.



