Milano si arrota con il Flamenco: cinque giorni di tacchi, passione e sudore a ritmo di chitarra

Milano si arrota con il Flamenco: cinque giorni di tacchi, passione e sudore a ritmo di chitarra

Ah, finalmente un’occasione imperdibile per chi ama immergersi nella proverbiale allegria e leggerezza della cultura latina: dal 15 al 19 giugno torna il Milano Flamenco Festival, quella manifestazione esotica dedicata al ballo che tutti pensano sia solo tacco e passione infuocata ma che, sorpresa, ha anche un’anima più profonda e sofisticata.

Per cinque giorni, il mitico palcoscenico dello Strehler si trasforma in un caleidoscopio di movimenti ondeggianti e corde vocali graffianti, ospitando niente meno che le vere e proprie icone mondiali della danza flamenca, insieme a esegeti emergenti che osano persino innovare quello che tutti credevano un genere fossilizzato. Una rivoluzione, insomma.

‘Hilos’: tessere fili o complicare trame?

La nuova edizione si presenta con un tema che suona profondo quanto un tuffo nella filosofia spagnola: “Hilos”. Tradotto alla buona, potrebbe suonare come ‘fili’, ma chi ha dettato il programma vuole farci credere che si tratta di “una riflessione sull’arte di rinascere, di ridisegnare i confini dell’identità e di aprire la tradizione al presente”.

In pratica, preparatevi a un’elaborata metafora che usa il tessere fili come alibi per mettere in scena un collage di memorie, gesti e significati intrecciati, il tutto sotto l’egida del grande Federico García Lorca, che quest’anno compie il 90° anniversario della sua morte. Perché sì, un po’ di snobismo letterario non guasta mai per alzare il livello percepito dell’evento.

Ma chi sono gli artisti chiamati a contorcere il proprio corpo in nome di tanto simbolismo? Nientemeno che Úrsula López, Manuel Liñán e José Maya, che si cimenteranno in prime nazionali direttamente dal mondo magico del flamenco. Tre universi che, a quanto pare, si illuminano l’un l’altro come se fossero stelle nella notte… o almeno così ci tengono a farci credere.

L’evento è gentilmente organizzato dalla Punto Flamenco AC sotto la sapiente direzione artistica di Mariarosaria Mottola, con il consueto scialbo patrocinio del Comune di Milano. Insomma, tutto quel che serve per garantirsi un po’ di prestige culturale e giustificare la spesa pubblica in tempi così economicamente allegri.

Programma: perché cercare il mistero?

Voglia di scoprire l’intero programma? Beh, non è che ve lo regalino subito. Dovrete andare a leggere sul sito ufficiale della manifestazione, roba da veri investigatori. Ma fidatevi, tra spettacoli, esibizioni e qualche intervento di troppo, troverete anche un modo per sentire un po’ di quella “trasformazione artistica e culturale” di cui parlano tanto.

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