Gucci si butta in Formula 1 con Alpine: l’alleanza che nessuno vedeva arrivare dal 2027

Gucci si butta in Formula 1 con Alpine: l’alleanza che nessuno vedeva arrivare dal 2027

Dal prossimo campionato mondiale di Formula 1, preparetevi a un cambiamento epocale: il team Alpine si trasformerà in «Gucci Racing Alpine Formula One Team». Per la prima volta nella storia di questo spettacolo circense a quattro ruote, un marchio del lusso decide di prendere il comando delle operazioni, assicurandosi il titolo di partner principale della scuderia. Dimenticate la tradizionale presenza di sponsor tecnici o di prodotti per la cura dell’acqua: al posto di Bwt, la solita azienda svizzera ormai stancamente consolidata, ecco spuntare la maison fiorentina fondata nel lontano 1921 e oggi fiore all’occhiello del gruppo Kering.

«Gucci Racing» non è solo un nome altisonante, ma una piattaforma di business costruita ad arte attorno a valori altisonanti come performance, precisione e disciplina, perché nulla urla “velocità” come un brand che vende borse da decine di migliaia di euro. Il logo? Naturalmente una combinazione del monogramma Interlocking G e della scritta Gucci Racing, perché quando corri a caccia di titoli mondiali, ci vuole anche il giusto sfarzo.

Per Gucci, la Formula 1 è il palcoscenico ideale: un show globale che arriva a oltre 1,5 miliardi di spettatori per stagione, un pubblico giovane e in crescita, con una quota femminile che sta diventando una delle caratteristiche chiave – probabilmente perché donne e lusso vanno a braccetto meglio delle corse sulle piste polverose.

La Formula 1: Da gara di motori a passerella di stile

La dichiarazione di Francesca Bellettini, presidente e CEO di Gucci, è un capolavoro di retorica del marketing: «Con una portata globale senza precedenti, la Formula 1 è oggi un crocevia unico tra performance e cultura». Perfetto, perché nulla dice performance come indossare un vestito da centinaia di euro mentre si guardano vetture sfrecciare a 300 all’ora.

Dal canto suo, Luca de Meo, CEO di Kering, non si lascia scappare l’occasione di mettere il turbo alle proprie parole: descrive Formula 1 come «una delle piattaforme di contenuto premium più potenti al mondo», capace di «generare connessioni autentiche e costruire valore e desiderabilità nel lungo periodo». Tradotto in soldoni, significa che portare un marchio di lusso dentro un mondo fatto di rombi di motore e pneumatici bruciati è la nuova formula magica per vendere sogni a prezzi proibitivi.

Non importa se per strada la gente lotta con bollette e prezzi folli: la vera vittoria è sfilare con una borsa Gucci mentre il loro team corre per un titolo mondiale. Del resto, cosa c’è di meglio di un po’ di glamour per mascherare le assurdità del mercato?

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