Ah, l’Unione Europea, sempre pronta a intervenire quando una crisi sanitaria bussa alla porta, o meglio, salpa a bordo di una nave esplorativa con bandiera olandese come la MV Hondius, teatro di un’improvvisa e del tutto sorprendente epidemia di hantavirus. Alle 10 di mattina, i solerti europarlamentari insieme al Commissario Apostolos Tzitzikostas si occuperanno di analizzare questa brillante prova di coordinamento e preparazione sanitaria dell’UE. Non si sa mai, prepararsi a una crisi sanitaria a posteriori è di certo la migliore strategia preventiva.
Il mondo dei videogiochi, però, tira di più. Alle 9 di mattina, prima ancora che si parli di virus mortali, i nostri valorosi rappresentanti europei e il suddetto Commissario si dedicheranno a discutere una iniziativa dei cittadini che ha il nobile scopo di evitare che gli editori di videogiochi possano disabilitare da remoto i giochi una volta che sono stati abbandonati. Sì, avete letto bene: in un mondo infestato da minacce reali, la priorità è impedire che i videogiochi diventino inutilizzabili quando vengono “disconnessi” per questioni di licenza o vendite. L’UE ha sei mesi di tempo, fino al 26 luglio, per decidere se intervenire o meno, perché nulla dice efficienza come una decisione procrastinata su problemi così vitali.
Diritti delle vittime? Pari giustizia in vista…
A mezzogiorno, mentre il sole splende e i cittadini probabilmente si chiedono che fine abbia fatto la velocità d’azione politica, gli eurodeputati potranno finalmente votare per approvare un nuovo disegno di legge completamente già concordato con il Consiglio. Questo provvedimento miracoloso promette miglioramenti nell’informazione e nel supporto alle vittime di reati nell’UE. Il pezzo forte? Una linea telefonica europea per le vittime (il numero 116 006), e un occhio di riguardo speciale per i bambini e le vittime di violenza sessuale. Chissà se i risultati saranno così efficaci come le conferenze stampa che li annunciano.
Controlli periodici sui veicoli: l’odometro non avrà più vita facile
Sempre a mezzogiorno, fervono anche i preparativi per votare se iniziare o meno le trattative con gli Stati membri su una proposta di legge che aggiorna gli standard minimi per i controlli sui veicoli e sui documenti di registrazione, così come i controlli stradali. La ciliegina sulla torta? Nuove regole per combattere la truffa dell’odometro nel mercato delle auto usate. Finalmente, qualcosa che ci interessa davvero: non più chilometri taroccati per spacciarvi la macchina del secolo, almeno sulla carta. Il tutto con mandato già ben definito dalla Commissione Trasporti di poco tempo fa, perché la burocrazia deve andare avanti comunque, anche a passo di lumaca.
In breve: gap di genere e sicurezza sul lavoro
Un rapporto a iniziativa propria, cioè un’autoreferenziale autocelebrazione, sarà messo ai voti allo scoccare di mezzogiorno per proporre una società che “valorizzi adeguatamente” chi si prende cura degli altri. A quanto pare la sensibilità sociale ha una data e un orario ben precisi.
Parallelamente, si voterà anche una risoluzione non vincolante che suggerisce metodi per ridurre incidenti, malattie e decessi sul lavoro. Un settore sempre pieno di novità e sorprese, soprattutto per l’opinione pubblica che aspetta l’efficacia concreta di queste soluzioni sulle proprie pelle.
Oggi si vota anche su diritti umani e pilastri finanziari
Per concludere con il meglio del meglio, a mezzogiorno non mancheranno i voti su alcune mozioni illustri: repressione ed esecuzione di manifestanti, dissidenti, prigionieri politici e minoranze religiose in Iran; situazione delle donne e ragazze in Afghanistan dopo la ben nota adozione del codice di procedura penale da parte dei talebani; casi emblematici di difensori dei diritti umani e dell’ambiente in Indonesia. Poi ancora le trattative con gli Stati membri su cornici legislative riguardanti la cartolarizzazione e i requisiti prudenziali per gli istituti di credito – perché, quando si parla di finanza, nulla lascia mai indifferenti gli europarlamentari.
Infine, ci sarà anche un voto su un rapporto a iniziativa propria riguardante il piano pluriennale per il Mar Baltico. Perché la cura dei mari del nord è sicuramente più sorprendente di quella delle crisi virali a bordo di navi da ricerca, o della sopravvivenza digitale dei nostri preziosi videogiochi.
Una copertura in diretta della sessione plenaria, naturalmente, è disponibile sulle piattaforme ufficiali, così chi ha voglia può assistere a questa catarsi istituzionale in tempo reale. Intanto, nei caffè e nelle piazze d’Europa, i cittadini continuano a chiedersi se nel frattempo qualcuno abbia scoperto come funzionano davvero questi processi decisionali dal sapore tutto burocratico.



