Il fattaccio è successo poco dopo le 21.30 in via Carnia, quando le due donne, armate solo di buona fede e del loro status di pedoni, stavano attraversando correttamente sulle benedette strisce pedonali. Naturalmente, non è bastato. I soccorsi sono fioriti immediatamente: due ambulanze e un’automedica in codice rosso, come se si trattasse di una finale mondiale di tragedie stradali.
Le condizioni delle sventurate sono apparse sin da subito gravissime: la donna di 75 anni è stata trasportata d’urgenza al pronto soccorso del San Raffaele, dove purtroppo non ce l’ha fatta, mentre la 70enne, più fortunata o meno sfortunata a seconda di come la si voglia vedere, è stata portata al Niguarda in codice giallo.
Il protagonista di questa performance disastrosa, non contento del caos causato, si è presentato spontaneamente alle forze dell’ordine per sottoporsi al pre-test alcolico e voilà: positivo. A questo punto, ci si chiede se sia stata davvero una sorpresa per lui, o semplicemente un dettaglio trascurabile nell’arte della guida irresponsabile.
Chi doveva tutelare la sicurezza si limita a prendere appunti
Sempre pronta a dimostrarsi efficiente, la polizia locale è intervenuta con il suo nucleo radiomobile per effettuare i rilievi, ma non aspettatevi salti mortali: a quanto pare sono ancora alle prese con l’ardua impresa di ricostruire la “dynamica” di un incidente all’apparenza semplice. Nel frattempo, a Milano continua la tradizione di strisce pedonali che sembrano più simbologie decorative che garanzie di sicurezza per i cittadini.
Così, mentre i parenti piangono un lutto evitabile e i feriti lottano tra la vita e la morte, il sistema gira come un orologio svizzero allettato da lentezze e discrezioni. Il colpevole? Beh, quello c’è e ha pure la faccia tosta di presentarsi con il tasso alcolico sopra i limiti, quasi fosse un obbligo civico.
Una cittadinanza a regola d’arte: bere e investire pedoni
In questo festival surreale, l’uomo trovato positivo all’alcoltest non è che la punta di un iceberg fatto di incuria, scarso controllo e una strana indifferenza collettiva. La sicurezza stradale? Una chimera che rimane su carta, magari utile a qualche discorso istituzionale ma non a salvare la vita delle persone reali.
Insomma, se vi sentite particolarmente audaci, ricetta garantita per una serata movimentata a Milano: imboccare una strada con qualche amico alcolico, oltrepassare le strisce pedonali con grazia e sperare che la legge faccia il suo sporco lavoro. La realtà però è che, mentre qualcuno si presenta e ammette il proprio errore, altre vite vengono spezzate e la città si limita a raccontare la tragedia senza cambiare davvero nulla.
Lo show continua e noi, spettatori ormai assuefatti, siamo invitati a commentare e scrollare via, come se l’indifferenza fosse la migliore medicina contro la tragedia stradale. Ma chissà, forse nel 2024 investire e abbandonare (o attendere che il colpevole si costituisca) è ormai semplicemente parte del pacchetto milanese di accoglienza urbana.



