Un incidente stradale da manuale del caos ha deciso di dare spettacolo sulla Tangenziale Ovest di Milano, alias la mitica A50, proprio nel tardo pomeriggio di sabato. Lo scontro si è materializzato intorno alle ore 17 tra l’uscita 2 (direzione SS11r Novara) e la diramazione per la A4, trasformando l’arteria principale in una pista da rallentamenti degna di un rally improvvisato.
Se state pensando a un piccolo intoppo passeggero, vi sbagliate di grosso. Il traffico è rimasto in ostaggio per ore, con code che hanno fatto sembrare il venerdì nero mite come una gita al parco. Insomma, una di quelle serate perfette per chi ama lasciare l’auto ferma in colonna e godersi un’inattesa lezione di pazienza.
Le autorità si sono affrettate a intervenire – una parola dolce per indicare che si sono completamente impantanate tra dispositivi di sicurezza, cambi di corsia e rallentamenti ancor più dolorosi di quelli creati dall’incidente stesso. Nulla da eccepire sul loro impegno, intendiamoci, ma più che risolvere sembravano partecipare a una gara di lentezza.
Un tamponamento? O un test di sopportazione?
La dinamica dello schianto è semplice e allo stesso tempo tragicamente banale: un tamponamento multiplo ha acceso la miccia del caos. Forse un po’ più di attenzione al volante avrebbe evitato questa sceneggiata, ma evidentemente a qualcuno piace contribuire personalmente a trasformare le corsie in parcheggi a tempo indeterminato.
Nel settore automobilistico, la parola “incidenti” dovrebbe far pensare a situazioni da evitare, ma sulla Tangenziale Ovest si è quasi trasformata in un rituale consueto: un appuntamento fisso che regala colossali ingorghi e caffè freddi ai viaggiatori malcapitati. Che sia un fenomeno locale o un modo nascosto per incrementare l’appetibilità delle pizzerie lungo il percorso? Difficile a dirsi.
Cosa succede mentre si aspetta?
I viaggiatori, tra imprecazioni già degne di un premio letterario e check ossessivi su notizie del traffico, si sono ritrovati in un limbo temporale dove minuti diventano ore, e la fantasia di una fuga via piedi verso un bar sembra l’unica salvezza. Dal canto suo, la segnaletica – come al solito – ha fatto il suo compitino, con cartelli che indicavano rallentamenti come se fosse una novità assoluta.
Intanto, i social sono stati tempestati da lamentele e post ironici. Qualcuno ha persino scherzato definendo la Tangenziale Ovest “la nuova attrazione turistica di Milano”, dove il vero spettacolo non è il panorama, ma il tempo perso in coda. Un premio alla fantasia non glielo leva nessuno.
Riflessioni sull’efficienza e la gestione
Se questo grave episodio può insegnarci qualcosa, è che a volte l’organizzazione sembra fatta per trasformare un’eventualità in una tragedia annunciata. Da tempo ci vengono raccontate meraviglie sulle tecnologie applicate alla viabilità, ma quando si tratta di risolvere sul serio problemi come questo, emergono immediatamente tutte le inefficienze del sistema.
Tra chi aspetta pazientemente e chi si ribella con sarcasmo, rimane la sensazione che la Tangenziale Ovest sia ormai un simbolo perfetto di come il traffico e l’incapacità di gestirlo si siano fusi in un’unica, impenetrabile entità.



