Il Milano Pride 2026, ormai giunto alla sua 25esima edizione, si fregia del patrocinio niente meno che del Comune di Milano. Da ben 15 anni, infatti, l’amministrazione comunale si dedica con anima e corpo a sostenere “questa importante occasione di riflessione, rivendicazione e festa”, come ci tiene a precisare l’assessore al Welfare Lamberto Bertolé. Insomma, perché limitarsi a fare il burocratico quando si può sventolare il vessillo dell’impegno a favore dei diritti della comunità Lgbtqia+ e contro ogni malefica forma di discriminazione? Il festival si dilaterà in una lunga carrellata di eventi che finirà, neanche a dirlo, con la classica parata del 27 giugno, perché nulla riesce a battere lo spettacolo di migliaia di persone che marciano festanti per le vie della città.
Ma questo è solo l’inizio del nostro viaggio nella modernità progressista di Milano. Come ciliegina sulla torta arcobaleno, arriva il “Rainbow Center”, un progetto soave e polifunzionale che promette di essere un faro di inclusività e prevenzione. Quanto spazio? Ben 911 metri quadrati distribuiti su due piani all’interno dell’ex complesso industriale Ansaldo in via Tortona 56. Una location che sa tanto di riqualificazione urbana all’insegna della lotta contro le discriminazioni, con servizi di accoglienza, ascolto, orientamento e – ovviamente – un focus specialissimo sulla cultura della prevenzione.
Pensate un po’, l’avviso pubblico è già lì, bello invitante, pronto a ricevere le candidature dagli enti del terzo settore con esperienza sul campo. Ma attenzione, non si accettano improvvisati: le proposte devono allinearsi agli indirizzi dettati dal Comune e presentarsi entro il 30 settembre 2026, non un giorno di più. La concessione? Una roba da collezionisti: inizialmente nove anni, con possibilità di rinnovo per altri nove, perché si sa, le utopie vanno coltivate a lungo termine.
Lamberto Bertolé si lancia in elogi: “Il compendio dell’ex Ansaldo, già brulicante di attività e di giovani, è il luogo perfetto per ospitare il Rainbow Center, che andrà a rafforzare la rete cittadina anti-discriminazioni: un’alleanza tanto #virtuosa quanto #moderna tra attori pubblici e privati impegnati da mattina a sera nella nobile missione di combattere i pregiudizi.” Tradotto: altro che riciclo di spazi inutilizzati, qui si parla di rivoluzione sociale a colpi di uffici e sportelli.



