Maurizio Gozzelino se ne va lasciando in eredità il magico impero del Crodino, chissà chi berrà adesso

Maurizio Gozzelino se ne va lasciando in eredità il magico impero del Crodino, chissà chi berrà adesso
Maurizio Gozzelino, nato nel 1935, ben noto come il fantomatico inventore del Crodino, quel celebre analcolico biondo che fa tanto “moda”.

I funerali si terranno a Rivoli martedì mattina, alle 10, nella parrocchia di Santa Maria della Stella. Nel frattempo, lunedì alle 19, qualcuno avrà la gentilezza di pregare il rosario.

Ma attenzione, perché pochi sanno – e sicuramente non se ne vanta abbastanza il mondo del marketing – che il papà del Crodino è nato in ben altro luogo: niente meno che a Saluzzo. Una piccola città, niente di che, nemmeno una metropoli, ma evidentemente il luogo perfetto per dare alla luce l’epopea di un’industria del gusto.

Gozzelino raccontò nel 2021 alla Stampa:

“È proprio così. Negli anni Venti, i miei genitori, provenienti dall’Astigiano, si trasferirono a Saluzzo, capitale del Marchesato. Mio padre commerciante di vini trovò lì la sua dimensione. E fu proprio nel 1935, proprio lì, che venni al mondo.”

L’adolescenza di Maurizio si dipanò tra le vie intricate della città vecchia e le zone centrali di Saluzzo. Sempre secondo lui, la famiglia gestiva un’osteria – o meglio, una “piola”, come si dice da quelle parti, ovvero il tipico locale un po’ rustico, caldissimo e pieno di storia.

Il nome? “I tre scalin”. Tra gli anziani di Saluzzo, un mito. Il posto dove praticamente si perse nella vita, entrando e uscendo dal locale, a contatto con profumi, odori, voci: il vero laboratorio formativo di quel futuro tecnico del mondo enologico e liquoristico.

Dopo qualche anno di sacro studio dai Salesiani a Lombriasco e tra le aule di una scuola enologica ad Alba, la vita lavorativa del giovane Maurizio prese la strada di Torino.

Iniziò alla Ulrich come tecnico addetto all’assistenza della clientela nel campo enologico e liquoristico. Poi, la magia: alla vigilia di Natale del 1962 firmò un contratto a Milano con uno Piero Ginocchi, mentre la signora Marisa, prescelta nella sua vita, era impegnata in sala parto a Moncalieri.

Da Milano al magico mondo della valle Antigorio, più precisamente alle terme di Crodo, dove venne arruolato per lavorare su un rivoluzionario aperitivo analcolico. Dulcis in fundo: il Crodino nacque dopo pochi mesi di gestazione industriale.

La leggenda del Crodino e il suo inventore

La biografia di Gozzelino si dipana come un romanzo di successo, ma l’episodio “Crodo” è quello destinato a entrare nelle pagine dorate (e un po’ zuccherate) della storia industriale italiana. Tra marzo 1966 e maggio 1988, fu coproprietario e amministratore delegato della San Giorgio Essenze di Torino, azienda che poi finirà, manco a dirlo, nelle grinfie della francese Pernod Ricard. Un classico, insomma.

Il nostro eroe da salotto ha anche incamerato la proprietà di altre due aziende: l’industria essenziera Emans a Milano e la Astese a Bucarest. Un curriculum da far invidia ad un manager d’alto bordo senza sforzi visibili.

Gozzelino ammise, con quel tocco di umiltà che sta sempre bene nelle biografie da libro cuore:

“Ho lavorato con passione e mai mi è pesato occuparmi di questo settore. Poi, arrivati a 80 anni, ho deciso che era tempo di fermarsi, o almeno provarci. Ora mi godo la pensione.”

Non è finita, perché il nostro buongustaio tornava con piacere a Crodo, dove, appena la pandemia lo permette, attende conferimento ufficiale della cittadinanza onoraria. E naturalmente fa spesso ritorno a Saluzzo, città che definisce “meravigliosa” e dove la gioventù ha lasciato un’impronta indelebile sulla sua carriera, almeno così dice.

In effetti, chi avrebbe mai detto che l’arte di far bere la gente qualcosa che praticamente non ha niente dentro, se non quel pizzico di mistero, avesse origini così umili e una genesi quasi poetica da osteria?

Ah, la gloriosa eredità di Maurizio Gozzelino: genio o semplice abile imprenditore? Come sempre, è difficile dire dove finisca l’ispirazione e dove inizi il marketing ben confezionato. Ma almeno il Crodino ci accompagnerà, biondo, fiero e analcolico, ovunque andremo.

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