Bella sorpresa per gli amanti della movida milanese: venerdì 22 maggio, i valorosi agenti del Commissariato Sesto San Giovanni, accompagnati dagli inviati speciali della Divisione polizia amministrativa e sociale, hanno deciso di mettere il turbo ai controlli e fare un’incursione in una delle discoteche più in voga della zona. L’obiettivo? Accertarsi che la sicurezza e la gestione del locale fossero degne di una serata senza drammi… o almeno così si supponeva.
Le verifiche non hanno deluso le aspettative, anzi. Gli agenti, con la loro proverbiale attenzione al dettaglio, hanno tirato fuori dal cilindro un bouquet di “irregolarità” che farebbe arrossire anche un principiante dell’irregolarità.
Tra le chicche più gustose, il fatto che il locale in realtà fosse “gestito” – e cito testualmente – da qualcuno senza alcuna autorizzazione. Insomma, un giochetto da bambinetti. A fare da contorno, mancavano pure gli immancabili dispositivi per misurare l’alcol nel sangue (quelli che in gergo burocratico si chiamano “etilometri precursori”), perché, si sa, sicurezza significa anche non preoccuparsi troppo di chi beve e guida. E dulcis in fundo, mancano proprio i cartelli che vietano di fumare, ovvero quel piccolo dettaglio che dovrebbe ricordare a tutti che una discoteca è un posto per ballare, non per fumare come se non ci fosse un domani.
Ma aspetta, c’è ancora di più, e non è uno scherzo da poco: sul fronte dell’igiene, la situazione è da applausi… se sei un critico gastronomico di piatti infetti. La tanto celebrata autocontrollo Haccp, pietra miliare per la sicurezza alimentare, era semplicemente un miraggio in quella discoteca. Immaginate quindi cosa succede tra un cocktail e l’altro.
E a chi pensa che tutto questo sia passato inosservato o dimenticato come un ricordo sbiadito… no, no, no. I responsabili si sono beccati una bella sanzione di quelle che si ricordano: circa 3.500 euro, che evidentemente dovrebbe insegnare qualcosa… anche se siamo scettici che questo tipo di lezione venga realmente assimilata.
Qualche domanda sorge spontanea
Chi avrebbe mai pensato che un luogo che dovrebbe essere sinonimo di divertimento ed eccitazione potesse trasformarsi in un palcoscenico di incompetenza e negligenza? Forse il vero spettacolo non era in pista, ma tra le carte di autorizzazioni mancate e le normative ignote. Si potrebbe quasi applaudire l’eclettica capacità di far convivere illegalità amministrativa, rischi sanitari e assenza di norme basilari, il tutto condito da un’atmosfera di totale disinteresse per la sicurezza pubblica.
A questo punto, resta solo da chiedersi: chi controllerà i controllori? O forse è più divertente lasciare che la movida milanese continui a brillare nel suo caleidoscopio di trasgressioni autorizzate, a suon di multe più o meno salate che, come sappiamo, sono solo un fastidio passeggero e raramente un deterrente efficace.

