Perché accontentarsi di un’insignificante realtà quando si può avere un piano straordinariamente ambizioso per valorizzare il legno di castagno della gloriosa provincia di Viterbo? Ecco a voi il “Piano di valorizzazione della filiera del legno di castagno”, frutto di una collaborazione epica tra Unindustria, l’Università degli studi della Tuscia e – mica per niente – le potenti Camere di Commercio di Rieti e Viterbo e Roma. Uno studio impeccabilmente curato dalla professoressa Michela Piccarozzi, che ci spiega come rafforzare “l’identità collettiva” delle imprese locali, dando loro un’invidiabile posizionamento nel mercato, nazionale per ora, ma perché no, un giorno magari anche mondiale.
Tra le geniali proposte spicca la creazione di un marchio territoriale – perché, si sa, una bella etichetta magica migliora tutto – e, naturalmente, una robusta sinergia tra aziende che fino a ieri vivevano ognuna nel proprio mondo, senza scambiarsi nemmeno un caffè. Integrazione di risorse, obiettivi comuni, tutto condito da una buona dose di ottimismo imprenditoriale: la ricetta perfetta per il successo del legno di castagno viterbese.
La Tuscia, infatti, non è un posto qualunque, è niente meno che uno dei distretti storici italiani del legno di castagno. Mercato di nicchia, certo, ma di quelli da non sottovalutare, visto che conta aziende numerose e brillanti, pronte a rilanciare l’economia locale e magari anche mondiale, se solo ci si desse una mossa. Il problema? Beh, trasformare queste risorse, qualità e capacità produttiva in una vera arma competitiva pare una missione quasi impossibile senza quei tanto amati «elementi strategici» che, guarda un po’, mancano: standard condivisi, coordinamento efficace, marchio territoriale degno di nota, e un’azione commerciale ben strutturata soprattutto verso i temuti mercati esteri.
Le aziende, però, non si sono perse d’animo e si sono messe all’opera, con impegno quasi eroico, per risolvere queste evidenti lacune di sistema. Un bel colpo di spugna, dunque, e via verso la gloria internazionale del legno di castagno viterbese.
Uno sguardo illuminante di Unindustria e soci
Il Presidente di Unindustria, Andrea Belli, ha gentilmente spiegato come questa filiera abbia un carattere industriale, e come sarebbe bello poter finalmente presentarsi al mercato globale non più come frammenti sparsi ma come un sistema coeso e, soprattutto, credibile. Al centro del discorso, naturalmente, la sacra trinità di qualità, origine e affidabilità, valori imprescindibili che dovrebbero accompagnare ogni singolo pezzo di castagno lavorato.
Andrea Belli ha detto:
“Il legno di castagno è un materiale estremamente versatile, perfetto per edilizia, ingegneria naturalistica, recinzioni, viticoltura, mobili e infissi, tutti usi che si sposano alla perfezione con l’idea di economia circolare.”
Peccato, però, che il mercato sia ancora immensamente ignorante sui potenziali impieghi di questo pregiato legno – chissà perché, sarà forse colpa della mancanza di un prodotto commerciale ben piazzato. Speriamo che questo studio diventi l’illuminante faro che colmi finalmente questo abisso culturale.
Il Presidente non ha mancato di ringraziare con tutta la sua magnanimità tutte le anime buone che hanno reso possibile questo gioiello editoriale: aziende illuminate, università perspicaci e infine, ma non per importanza, le potenti Camere di Commercio, vere colonne portanti di questa impresa titanica.

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