Il partito Laburista al potere nel Regno Unito dovrebbe tranquillamente darsi per buona l’idea di riprendere i rapporti con l’Unione Europea, e possibilmente farlo subito al prossimo voto generale. A dirlo è stato il sindaco di Londra, Sadiq Khan, in un’intervista a CNBC, come se non fosse abbastanza semplice fare retromarcia su quella che ormai è considerata una delle decisioni più geniali degli ultimi decenni: la Brexit.
Khan, con un’onestà quasi disarmante, ha ammesso la disfatta del suo partito alle recenti elezioni locali e ha invitato il governo a essere “più audace e coraggioso”. Peccato che a parlare di coraggio siano quelli che proprio non hanno brillato in questa materia, ma si sa, la politica è un gioco di parole e illusioni.
Khan ha dichiarato a Ritika Gupta di CNBC:
“La gente è esasperata dalla lentezza con cui si realizzano le cose.”
La sua ampia critica verso il governo «non abbastanza audace» suona più come un tentativo maldestro di giustificazione, ma almeno ha il merito di non nascondersi. E come pepe sulla ferita, ha aggiunto che si rischia di perdere, e nemmeno di poco, le prossime elezioni generali.
Non pago, Khan ha applaudito il discorso post-elettorale di Keir Starmer, il capo del partito laburista, nel quale viene promesso un “rilancio” dei rapporti con l’UE, incluso un rafforzamento dell’allineamento con il mercato unico e l’unione doganale. Che novità.
Sadiq Khan ha detto:
“Presentatevi al prossimo voto generale con un manifesto chiaro: se il Laburista vincerà, rientreremo nell’Unione Europea.”
Magari entro agosto 2029, si spera, perché in politica ogni scadenza è più un suggerimento che un obbligo. Nel frattempo, però, si può sempre riparare al “geniale” referendum del 2016, che ha sancito con un misero 52% la decisione di lasciare un blocco che, per inciso, rappresentava la più grande opportunità commerciale europea a portata di mano.
Sadiq Khan, sindaco della più importante piazza finanziaria europea, ovvero Londra, ha definito la Brexit “il più grande atto di autolesionismo economico che un paese abbia mai commesso”. Parole forti e per nulla illuminate.
Secondo Khan, la risposta alla crisi del costo della vita non sarebbe l’austerity o qualche soluzioncina domestica, ma semplicemente “generare più ricchezza e prosperità”. Ovviamente, l’unico modo per farlo sarebbe tornare nel blocco commerciale più grande e prospero esistente proprio dietro l’angolo.
Un Fiume di Problemi Globali come Scusa Perfetta
Khan sottolinea i “grandi cambiamenti” dal 2024, con l’arrivo delle tariffe imposte dall’ex presidente Donald Trump, che hanno danneggiato il commercio globale. Come se queste tariffe fossero una novità che non avevamo previsto, o una benedizione in mezzo a un mare di difficoltà.
In aggiunta, conflitti come quelli in Iran e in Ucraina avrebbero fatto lievitare prezzi di energia e beni, creando così un comodo capro espiatorio per i problemi domestici. Insomma, niente come le scuse internazionali per giustificare l’impotenza interna.
Khan ha pure avuto la cortesia di farci notare la “indiscutibile imprevedibilità” del presidente americano in carica, un modo elegante per dire che non si sa mai cosa aspettarsi da quella casa bianca.
L’esperienza insegna che rapporti internazionali con leader instabili sono sempre una passeggiata – sarcasmo incluso. Ma lui giustamente ammette che è estremamente difficile mantenere rapporti con un personaggio così caotico.
Nonostante tutto, Khan getta la maschera e riconosce che i successi politici del Laburisti risultano vanificati da “errori di base e pasticci” vari, definendo il flop elettorale come “più di una sonora batosta”.
Tuttavia, ci vuole prudenza nel cambiare il capo del partito. Perché, oggi come oggi, all’estero Regno Unito è visto ancora come un’oasi di “calma, stabilità e certezza”. Parecchio diverso da ciò che capita dietro le quinte, ovviamente.



