Il mio compagno fa ostruzionismo con l’eiaculazione ritardata e pensa che il problema sparirà da solo: si può davvero curare o stiamo scherzando?

Il mio compagno fa ostruzionismo con l’eiaculazione ritardata e pensa che il problema sparirà da solo: si può davvero curare o stiamo scherzando?

«Il mio partner soffre di eiaculazione ritardata e rifiuta qualsiasi tipo di aiuto. Non ne posso più: si può davvero curare?» È la domanda disperata di chi convive con una situazione non esattamente da manuale del perfetto amore. Entriamo nel magico mondo dell’eiaculazione ritardata, un disturbo che, a differenza di altri, sembra quasi un mistero avvolto nella nebbia – almeno per chi non vuole aprire il libro delle soluzioni.

Per fortuna ci viene in soccorso la dottoressa Valeria Randone, psicologo e sessuologo clinico con sedi a Catania, Milano e anche online, quindi disponibile anche se si ha voglia di nascondersi dietro uno schermo. Autrice della rubrica «Amore non è solo amare» e del libro «L’aggiustatrice di cuori, Le parole che riparano», la dottoressa è l’incubo buono di chi crede che con la sessualità si possa improvvisare ad libitum.

Ora, entrando nel cuore del problema, chi soffre di eiaculazione ritardata sa quanto sia funesto insistere a fare finta di nulla, o peggio, voltare le spalle al problema. È un disturbo che può essere una vera telenovela psicologica: dalla paura di non piacere, a blocchi profondi di natura emotiva o fisica.

Un disturbo da non sottovalutare, ma da affrontare con ironia

Nonostante il nome possa far pensare a una sorta di superpotere del controllo, l’eiaculazione ritardata non fa ridere nessuno. Anzi, è per chi lo vive una fonte di stress, frustrazione e, ovviamente, di quel fastidioso silenzio imbarazzante tra le lenzuola. La cosa più divertente (in senso molto ironico) è che la soluzione esiste, ma spesso è necessaria la volontà e l’umiltà di affrontare le proprie paure e fragilità.

Curare questo disturbo significa innanzitutto prendersi la briga di capire cosa si nasconde dietro al tempo che si dilata nell’attimo più intimo. Non è come scegliere un caffè al bar, ma una vera e propria indagine che coinvolge corpo, mente e, perché no, anche la coppia.

Le cure? Sì, ma solo se si vuole davvero cambiare la situazione

La buona notizia – quella che forse metterà un po’ di scompiglio nella testardaggine di tanti – è che l’eiaculazione ritardata si può trattare. Con metodi che spaziano dalla terapia psicologica a esercizi mirati, fino a valutazioni mediche per esclusioni fisiche. Peccato però che molti pazienti preferiscano fare la guerra al silenzio o ai classici “non è un problema”, piuttosto che cercare la cura.

E qui si arriva al paradosso più gustoso: ci lamentiamo della mancanza di comunicazione nella coppia, ma quando si tratta di affrontare i problemi reali e spinosi, scegliamo la via del silenzio. D’altronde, non è forse questa la stagione della fuga dalle responsabilità? E così la soluzione resta appesa a un filo sottile, tra negazione e speranza.