Il debutto di SpaceX rischia di soffocare il pallido spettacolo delle IPO europee nello spazio

Il debutto di SpaceX rischia di soffocare il pallido spettacolo delle IPO europee nello spazio

Un’altra chicca della ricetta amara:

“Gli aumenti globali dei tassi d’interesse sono una mannaia per le IPO… e al mix negativo si aggiungono anche i prezzi più elevati delle obbligazioni.”

In poche parole, anche se nessuno si aspettava una prima metà dell’anno iperattiva per le offerte pubbliche, ogni ambizione è stata rimandata alla seconda parte, lasciando un deserto di occasioni per i galoppini finanziari.

La grande sete di capitali alimenta l’indigestione del mercato

Proiettandoci con un po’ di fantasia oltre l’orizzonte prossimo, Salman Ahmed, responsabile globale della macro e dell’allocazione strategica di asset presso Fidelity International, lancia l’allarme su una possibile ondata di mega IPO, pronte a prosciugare la liquidità dai mercati azionari in generale.

Da SpaceX a OpenAI e Anthropic, la lista di giganti pronti a far tremare i listini è lunga e implacabile. Secondo Ahmed, il peso schiacciante di queste operazioni potrebbe scatenare un vero e proprio “evento di offerta” capace di costringere i gestori di portafoglio a un vortice di ribilanciamenti forzati. Tradotto: il mercato potrebbe accusare una fastidiosa “indigestione” di titoli, soprattutto in quei pochi pezzi forti dei listini americani che, manco a dirlo, hanno accumulato quasi tutti i guadagni recenti.

E aggiunge la perla finale:

“Questi mega debutti dovranno assorbire una quantità impressionante di capitale dal sistema. Questo è il motivo per cui dobbiamo essere particolarmente cauti con i vincitori attuali, perché è proprio da loro che il denaro sarà tolto per finanziare queste mastodontiche IPO.”

In altre parole, il mercato azionario globale si prepara a una fase degna di un grande spettacolo di illusionismo: dove spariranno capitali con l’agilità di un prestigiatore, lasciando dietro solo qualche sorpresa sgradita per il resto degli spettatori.

Kerr continua con la sua diagnosi da fine del mondo finanziario:

“Quasi nessuno vorrà mettersi in gioco nel mercato contemporaneamente all’IPO di SpaceX. La quantità di capitale che questa operazione attirerà dal bacino globale di investitori azionari è così alta da lasciare poco ossigeno per chiunque altro.”

E come se non bastasse, mentre tutti tengono gli occhi incollati sul lancio di Elon Musk, che a quanto pare svelerà il suo prospetto IPO a giorni, l’aria si fa irrespirabile per gli altri. Un vero party esclusivo a cui nessuno vorrebbe arrivare senza invito.

Un cocktail davvero esplosivo per le IPO europee

Il debutto epocale di SpaceX, insieme alla minaccia di altre quotazioni colossali come quella di OpenAI, mette in seria difficoltà lo spettro già traballante delle IPO europee. Il mercato continentale si ritrova quindi stretto in una morsa fatta di volatilità obbligazionaria palpitante, possibili nuovi aumenti dei tassi d’interesse e la fastidiosa guerra in Iran, che aggiunge un pizzico di prezzo energetico in più alla miscela.

Kerr non fa mistero del fatto che la situazione suoni come un “cocktail piuttosto negativo” per il mercato, dove l’ultima lettera dell’alfabeto non è “Z” ma “S” di sconforto.

Un’altra chicca della ricetta amara:

“Gli aumenti globali dei tassi d’interesse sono una mannaia per le IPO… e al mix negativo si aggiungono anche i prezzi più elevati delle obbligazioni.”

In poche parole, anche se nessuno si aspettava una prima metà dell’anno iperattiva per le offerte pubbliche, ogni ambizione è stata rimandata alla seconda parte, lasciando un deserto di occasioni per i galoppini finanziari.

La grande sete di capitali alimenta l’indigestione del mercato

Proiettandoci con un po’ di fantasia oltre l’orizzonte prossimo, Salman Ahmed, responsabile globale della macro e dell’allocazione strategica di asset presso Fidelity International, lancia l’allarme su una possibile ondata di mega IPO, pronte a prosciugare la liquidità dai mercati azionari in generale.

Da SpaceX a OpenAI e Anthropic, la lista di giganti pronti a far tremare i listini è lunga e implacabile. Secondo Ahmed, il peso schiacciante di queste operazioni potrebbe scatenare un vero e proprio “evento di offerta” capace di costringere i gestori di portafoglio a un vortice di ribilanciamenti forzati. Tradotto: il mercato potrebbe accusare una fastidiosa “indigestione” di titoli, soprattutto in quei pochi pezzi forti dei listini americani che, manco a dirlo, hanno accumulato quasi tutti i guadagni recenti.

E aggiunge la perla finale:

“Questi mega debutti dovranno assorbire una quantità impressionante di capitale dal sistema. Questo è il motivo per cui dobbiamo essere particolarmente cauti con i vincitori attuali, perché è proprio da loro che il denaro sarà tolto per finanziare queste mastodontiche IPO.”

In altre parole, il mercato azionario globale si prepara a una fase degna di un grande spettacolo di illusionismo: dove spariranno capitali con l’agilità di un prestigiatore, lasciando dietro solo qualche sorpresa sgradita per il resto degli spettatori.

La tanto attesa prima offerta pubblica di SpaceX si appresta a diventare l’esordio azionario più colossale nella storia. Peccato, però, che le dimensioni titaniche di questo debutto rischino letteralmente di soffocare la domanda degli investitori per tutte le altre nuove quotazioni in arrivo. Che sorpresa.

Samuel Kerr, capo globale dei mercati azionari per Mergermarket, ci illumina: la quotazione tanto agognata di SpaceX, prevista per il 12 giugno, arriva nel momento più sfortunato per il mercato europeo delle IPO, che fatica a ingranare una marcia decente. Nel frattempo, gli Stati Uniti si godono un “boom completo” che lascia l’Europa a leccarsi le ferite.

Con un’offerta che potrebbe raggiungere i 75 miliardi di dollari e una valutazione di mercato stimata addirittura a 1,75 trilioni di dollari, SpaceX si candida a un debutto da capogiro, “alieni” direbbe qualcuno. Basta confrontarlo con la recente IPO del produttore di chip AI Cerebras Systems, che con i suoi 95 miliardi di capitalizzazione di mercato sembra quasi una saponetta accanto a un transatlantico.

Samuel Kerr non risparmia la sua battuta tagliente:

“C’è la concreta possibilità che SpaceX rappresenti un fattore negativo per l’intero mercato globale delle IPO.”

Per chi non fosse abituato al gala delle offerte pubbliche iniziali, ecco il succo: una IPO di solito viene coperta circa cinque volte prima della fase di prezzo. Per SpaceX, questo significa che la domanda dovrebbe superare abbondantemente i 75 miliardi, una specie di voragine che potrebbe risucchiare ogni altra intenzione di investimento.

Kerr continua con la sua diagnosi da fine del mondo finanziario:

“Quasi nessuno vorrà mettersi in gioco nel mercato contemporaneamente all’IPO di SpaceX. La quantità di capitale che questa operazione attirerà dal bacino globale di investitori azionari è così alta da lasciare poco ossigeno per chiunque altro.”

E come se non bastasse, mentre tutti tengono gli occhi incollati sul lancio di Elon Musk, che a quanto pare svelerà il suo prospetto IPO a giorni, l’aria si fa irrespirabile per gli altri. Un vero party esclusivo a cui nessuno vorrebbe arrivare senza invito.

Un cocktail davvero esplosivo per le IPO europee

Il debutto epocale di SpaceX, insieme alla minaccia di altre quotazioni colossali come quella di OpenAI, mette in seria difficoltà lo spettro già traballante delle IPO europee. Il mercato continentale si ritrova quindi stretto in una morsa fatta di volatilità obbligazionaria palpitante, possibili nuovi aumenti dei tassi d’interesse e la fastidiosa guerra in Iran, che aggiunge un pizzico di prezzo energetico in più alla miscela.

Kerr non fa mistero del fatto che la situazione suoni come un “cocktail piuttosto negativo” per il mercato, dove l’ultima lettera dell’alfabeto non è “Z” ma “S” di sconforto.

Un’altra chicca della ricetta amara:

“Gli aumenti globali dei tassi d’interesse sono una mannaia per le IPO… e al mix negativo si aggiungono anche i prezzi più elevati delle obbligazioni.”

In poche parole, anche se nessuno si aspettava una prima metà dell’anno iperattiva per le offerte pubbliche, ogni ambizione è stata rimandata alla seconda parte, lasciando un deserto di occasioni per i galoppini finanziari.

La grande sete di capitali alimenta l’indigestione del mercato

Proiettandoci con un po’ di fantasia oltre l’orizzonte prossimo, Salman Ahmed, responsabile globale della macro e dell’allocazione strategica di asset presso Fidelity International, lancia l’allarme su una possibile ondata di mega IPO, pronte a prosciugare la liquidità dai mercati azionari in generale.

Da SpaceX a OpenAI e Anthropic, la lista di giganti pronti a far tremare i listini è lunga e implacabile. Secondo Ahmed, il peso schiacciante di queste operazioni potrebbe scatenare un vero e proprio “evento di offerta” capace di costringere i gestori di portafoglio a un vortice di ribilanciamenti forzati. Tradotto: il mercato potrebbe accusare una fastidiosa “indigestione” di titoli, soprattutto in quei pochi pezzi forti dei listini americani che, manco a dirlo, hanno accumulato quasi tutti i guadagni recenti.

E aggiunge la perla finale:

“Questi mega debutti dovranno assorbire una quantità impressionante di capitale dal sistema. Questo è il motivo per cui dobbiamo essere particolarmente cauti con i vincitori attuali, perché è proprio da loro che il denaro sarà tolto per finanziare queste mastodontiche IPO.”

In altre parole, il mercato azionario globale si prepara a una fase degna di un grande spettacolo di illusionismo: dove spariranno capitali con l’agilità di un prestigiatore, lasciando dietro solo qualche sorpresa sgradita per il resto degli spettatori.

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