Erba alta ovunque, persino nelle aree cani: Fdi accusa Palazzo Marino di mettere a rischio la sicurezza come se nulla fosse

Erba alta ovunque, persino nelle aree cani: Fdi accusa Palazzo Marino di mettere a rischio la sicurezza come se nulla fosse

Un’altra primavera e lo spettacolo è sempre lo stesso: erba alta che potrebbe tranquillamente competere con le foreste pluviali e un degrado urbano che fa impallidire qualsiasi distretto dimenticato dal tempo. A puntare il dito con tono innocente ma implacabile sono Stefano Gorgoglione, capogruppo di Fratelli d’Italia al Municipio 7, e la collega Deborah Dell’Acqua. Secondo costoro, la manutenzione del verde pubblico a Milano è una barzelletta – anzi, un disastro ben peggiore – con il taglio dell’erba che sembra un concetto astratto da oltre un mese dopo l’inizio della primavera.

Non solo un problema estetico, si badi bene: a farne le spese, a detta degli stessi, sarebbero anche i cittadini, alle prese con una città che sembra aver deciso di lasciarsi andare in un decadimento progressivo e senza pietà.

Aree cani o giungle pericolose?

Le zone più criticate sono le aree dedicate ai cani, che paiono più simili a giungle dimenticate con panchine rotte, buche insidiose che potrebbero facilmente trasformarsi in trappole mortali e recinzioni che sembrano appena uscite da un set di un film di serie B. I cancelli? Spesso sono tenuti insieme da fili di ferro, stimolo certamente all’orgoglio ingegneristico domestico più che a una gestione seria e competente.

Non manca poi il dettaglio “piccante”: la presenza massiccia di forasacchi e parassiti che aumentano il rischio per gli amici a quattro zampe. Un dettaglio che si commenta da solo, vero simbolo della cura “minuziosa” riservata alle aree pubbliche.

Ogni anno, il déjà vu del degrado

Il coro di lamentele è continuo e non si tratta di episodi isolati. La «magnifica» amministrazione targata Palazzo Marino sembra incapace di progettare una manutenzione dignitosa, nonostante le sollecitazioni di oltre un anno da parte di Fratelli d’Italia che vorrebbero almeno un incontro chiarificatore con l’assessora al verde Elena Grandi e i responsabili di MM.

Gli stessi esponenti del partito denunciano come la primavera sia l’inevitabile teatro di una ripetizione stancante di problemi irrisolti, senza alcuna risposta tangibile dalle istituzioni. Il tutto con una calma surreale che rasenta la rassegnazione.

In programma c’è una commissione municipale il 21 maggio, dove le teste pensanti di MM e l’assessora Grandi dovrebbero finalmente spiegare i motivi del disastro nella gestione ordinaria del verde pubblico. Speriamo che portino un po’ più di coraggio e meno scuse da manuale.

Per Gorgoglione e Dell’Acqua, la cronica diminuzione degli sfalci e degli interventi manutentivi non è frutto del caso, ma rappresenta una “precisa scelta politica” che sta trionfalmente regalando ai cittadini degrado, insicurezza e un mix letale di danni ambientali e sanitari. Non c’è come trasformare il verde urbano in una minaccia a cielo aperto per dimostrare efficienza e lungimiranza.

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