Spielberg. Dopo tre ore di prove libere durante le quali il dominatore Kimi Antonelli sembrava ormai pronto a fare il pieno di gloria, ecco che George Russell decide di risvegliarsi dal torpore tecnico. In un gesto di disperata genialità, rivoluziona la sua Mercedes: modifica l’anteriore, alza l’auto e gioca sulla barra di torsione con il disperato sogno di ritrovare quei maledetti quattro decimi che lo separano dall’imbattibile compagno di squadra e leader iridato.
La trovata, pescata nell’ultimo quarto d’ora, sembra un colpo di fortuna e alla fine è proprio Russell a fare il miglior tempo della sessione. Ah, la sorpresa! Antonelli rimane incollato, a un soffio con 38 millesimi di distacco, senza riuscire a migliorarsi dopo aver cambiato gomme. Ma le sensazioni indicano che il giovane 19enne italiano ha ancora qualche cavallo nascosto sotto il piede.
La Ferrari e la magia dell’Aduo: potenza liberata all’ultimo
Se ieri avevamo qualche dubbio sulla reale competitività della Ferrari, oggi scopriamo che era tutta una questione di… risparmio energetico! Ovviamente, nelle prime due sessioni di prove libere a Spielberg, si è deciso di non stancare troppo il motore evoluto portato appositamente grazie alla sofisticata tecnologia Aduo. Uno spreco concreto di potenza, che solo oggi, miracolosamente, è stata sbloccata, con un congruo aumento stimato di circa 7 cavalli.
Il risultato? Lontano dall’impressione di ieri. Il distacco da Hamilton si riduce da quasi sei decimi a poco più di uno, trasformando il sette volte campione del mondo nel primo rivale delle Mercedes per la pole position. Complimenti alla Ferrari, dunque, che riesce a far sembrare credibile la propria presenza in gara solo quando libera la potenza – quasi come se si trattasse di una novità.
Lewis Hamilton ha però lanciato un bel campanello d’allarme a fine sessione, ammonendo:
“Controllate il cambio, ho sentito qualcosa di strano.”
Che sia l’inizio di una classica domenica di errori meccanici nel momento clou? Restate sintonizzati.
McLaren e Verstappen: l’eterna attesa del salto di qualità
Charles Leclerc si accontenta di un settimo posto, a tre decimi e mezzo dal leader, dopo due gare da dimenticare (Montecarlo e Barcellona). Non che il viaggio sia molto più eccitante, ma almeno il monegasco sembra lento ma inesorabilmente in crescita.
Quanto agli altri, i grandi attesi miglioramenti di McLaren e di Red Bull, almeno per la monoposto di Max Verstappen, si vedono appena. Verstappen è solo sesto, dietro a Oscar Piastri e Lando Norris, con i tre racchiusi in un incredibile fazzoletto di 25 millesimi, più di due decimi e mezzo lontano dal riferimento di Russell.
Alle 16, finalmente, sapremo chi potrà strapparsi la corona di giornata. Per ora, godiamoci questa commedia di tentativi, strategie disperate e apparenti miracoli tecnici. Il Gran Premio di Spielberg conferma che, in Formula 1, la verità è sempre un po’ più strana – e più divertente – della finzione.



