Egitto stupito: l’ex marito di Nessy Guerra finisce in manette, cosa avrà combinato stavolta?

Egitto stupito: l’ex marito di Nessy Guerra finisce in manette, cosa avrà combinato stavolta?

Che sorpresa! Nel magico mondo delle giustizie parallele, Tamer Hamouda, ex marito di Nessy Guerra, quella simpatica signora italiana bloccata in Egitto con la sua piccola di tre anni tra minacce e sceneggiate da ex marito possessivo, è stato finalmente arrestato. Sì, avete capito bene: arrestato in Egitto, non grazie a chissà quale intervento diplomatico fulminante, ma perché la polizia locale ha deciso che era ora di smetterla con questo teatrino.

Il nostro eroe delle carte bollate, Hamouda, era già noto alla magistratura italiana per qualche piccoli “divertimento” del passato in terra italica, ma evidentemente non aveva capito che anche oltre il Mediterraneo qualcuno prende sul serio le denunce. Recentemente, infatti, è stato beccato dalle autorità egiziane, su segnalazione del consolato onorario italiano di Hurgada, per minacce e tentativi di aggressione. Quanto basta per fargli accomodare i polsi.

Il fascino del ricatto sentimentale made in Egitto

Ma entriamo nel clou di questa tragicommedia internazionale: Nessy Guerra è in trappola, e chi altro potrebbe essere il mandante se non il solito Hamouda? Il ricatto è di quelli da manuale: “Se gli lascio la bambina ritira la denuncia di adulterio”. Un po’ come dire “adesso mi fai felice e smetti di farmi dispetti legali”. Peccato che questa logica in un mondo normale suoni almeno un po’ fuori tempo, ma quando si parla di intimidazioni da copione, beh, la filodrammatica familiare sembra funzionare a meraviglia.

Il quadro è chiaro: una donna italiana bloccata, una bambina coinvolta, e un uomo che – pur avendo già suscitato l’attenzione delle autorità italiane – continua la sua crociata di molestie da un continente all’altro. Non c’è che dire, un vero esempio di come la giustizia internazionale a volte si incastri in un balletto di lentezze, complicazioni e, dulcis in fundo, una buona dose di surrealismo burocratico.

Ma non temete, almeno per ora, la polizia egiziana sembra avere deciso di fare sul serio: finalmente il nostro protagonista è dietro le sbarre. Come dire, meglio tardi che mai, anche se probabilmente nessuno si aspetta un lieto fine da questa soap opera transcontinentale.

E pensare che tutto ciò accade mentre noi, comodamente seduti, assistiamo a queste peripezie che metterebbero in crisi anche l’autore di un thriller! Forse l’unica certezza è che quando si tratta di intrecci famigliari complicati da confini nazionali, la logica prende sempre una lunga vacanza.

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