Dopo una vita a provarci finalmente incinta e lui sparito dalla camera da letto come un fantasma

Dopo una vita a provarci finalmente incinta e lui sparito dalla camera da letto come un fantasma

Naturalmente, c’è chi preferisce la via più semplice: l’ipocrisia diplomatica in pubblico, e ignorare il problema sotto le coperte. Ma a ben vedere, questa “soluzione” fa parte del podio delle strategie amorose più fallimentari che si possano adottare.

Una coppia si rivolge ad un giornale con la struggente domanda: “Siamo una coppia bianca da quasi vent’anni, esiste una speranza di guarigione?” Traduzione? Vent’anni senza intimità né rapporti sessuali, perché ovviamente in amore ciò che conta è solo far finta che l’altro non esista sotto le lenzuola.

Per chi non lo sapesse, il termine “coppia bianca” è quel simpatico eufemismo utilizzato per descrivere quel matrimonio o relazione in cui il sesso, ormai, è diventato un ricordo vago e lontano, quasi da museo.

A questo punto, ci si chiede: cosa si dovrebbe fare? Rinunciare alla passione come se fosse un optional inutile? Oppure provare disperatamente a rianimare una fiamma che pare più un fuocherello da barbecue dimenticato?

Una diagnosi quasi scontata ma sempre utile

La dottoressa Valeria Randone, psicologo e sessuologo clinico, ci offre la sua analisi. Secondo lei, l’assenza protratta di intimità può scaturire da infinite cause, ma la parte simpatica è che quasi sempre sono riconducibili agli “ingredienti” tipici di ogni coppia: routine afosa, aspettative tradite, risentimenti accumulati come se fosse un hobby.

La soluzione? Ahimè, non esiste un uno-due magico capace di risolvere con un colpo di bacchetta il disastro amoroso. Bisogna lavorarci, e molto. Sapete, quel divertente processo di comunicazione sincera, accettazione delle imperfezioni dell’altro e forse – oggi, rullo di tamburi – concedersi un po’ di fantasia sessuale. E chi l’avrebbe mai detto.

Guarire? Forse, ma non senza qualche sforzo

Come dice la nostra esperta, non c’è guarigione senza consapevolezza. Prima si ammette che il problema esiste, e poi, miracolando, si può provare a ricostruire il ponte della passione. Roba da poco, no? Anche se vent’anni di totale astinenza sessuale potrebbero sembrare una condanna senza appello, bisogna armarsi di santa pazienza e tentare.

Naturalmente, c’è chi preferisce la via più semplice: l’ipocrisia diplomatica in pubblico, e ignorare il problema sotto le coperte. Ma a ben vedere, questa “soluzione” fa parte del podio delle strategie amorose più fallimentari che si possano adottare.

La passione non è solo sesso, ma non possiamo farne a meno

Qui si apre un altro splendore di contraddizione: si dice che l’amore non è soltanto sesso. Veri, ovvi, sacrosanti, peccato però che trent’anni di storia ce lo dimostrano sempre meno, quando dopo anni l’astinenza forzata rende tutto un po’ più pallido, freddo e sostanzialmente triste.

In questo dolore d’amore antico, la sospirata “guarigione” è in realtà un percorso che restituisce dignità e umanità alla coppia. Anzi, per usare un paradosso, talvolta riappropriarsi del sesso significa riavvicinarsi emotivamente a un livello che sembrava irreversibile.

Quindi, cari lettori, se ve la siete raccontata troppo facilmente, è forse il momento di rivedere le priorità. Perché, come al solito, in amore e nei matrimoni biblici la verità non ha mai la delicatezza che vorremmo, né si risolve con i soliti discorsi buonisti e tearjerkers da rivista rosa.

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