Civitavecchia si crede il faro dell’energia sostenibile e noi dovremmo applaudire?

Civitavecchia si crede il faro dell’energia sostenibile e noi dovremmo applaudire?

Ah, finalmente un evento da segnare sul calendario: “Civitavecchia, modello di transizione energetica nazionale”. Un titolo che suona come una campana di gloria, organizzato da Unindustria, previsto per il 18 maggio 2026 nella splendida cornice della sala convegni dell’Autorità Portuale di Civitavecchia. Ovviamente, il tutto condito dal contributo prestigioso della Camera di Commercio di Roma. Quale occasione migliore per assistere all’ennesimo raduno di politici e industriali impegnati a parlare di energia e sviluppo, mentre i risultati concreti latitano?

In scena avremo il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, accompagnato dal deputato e anime nobili della reindustrializzazione locale, Alessandro Battilocchio. Non poteva mancare la Vice Presidente della Regione Lazio e Commissario per l’area, Roberta Angelilli. Una vera squadra dei sogni pronta a discutere diligentemente di come trasformare il nulla in qualcosa di sostenibile – o almeno a raccontarcelo.

Ovviamente, il tutto sarà introdotto dai doverosi saluti istituzionali del Sindaco di Civitavecchia, Marco Piendibene, e del super rappresentante dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele Latrofa. Seguirà poi l’introduzione dal titolo “Abbiamo tanto da dire” – firmata dal Presidente di Unindustria Civitavecchia, Fabio Pagliari. E giusto per non farsi mancare nulla, la chiusura sarà affidata alle dotte riflessioni del Presidente nazionale di Unindustria, Giuseppe Biazzo, e del delegato all’Energia di Confindustria, Aurelio Regina. Una vera orchestra sinfonica delle buone intenzioni.

La regia di tutto? Affidata a Cristiano Dionisi, presidente della Piccola Industria Unindustria e delegato Energia e Blue Economy per la Piccola Industria di Confindustria. Insomma, uno che sa il fatto suo, o almeno così ci fanno credere.

La tavola rotonda: il momento clou delle promesse

Ah, la tavola rotonda! Proprio lì, tra un caffè e uno schioccar di dita, si parlerà di progetti di reindustrializzazione presentati con tutta l’enfasi e la solennità che il caso richiede. Sarà difficile resistere all’ondata di buoni propositi, programmi dettagliati al millimetro e la solita dose di slogan accattivanti. E chissà quanti di questi progetti vedranno la luce, o rimarranno nel limbo delle grandi parole senza fatti.

Non si tratta solo di un semplice incontro, ma di un rituale collaudato nella scenografia delle promesse energetiche e industriali, il cui esito è spesso quello di un perfetto déjà vu tra retorica e realtà.

Se vi siete persi qualche dettaglio o volete semplicemente entrare nel magico mondo di queste conferenze, il programma completo è disponibile per tutti gli entusiasti della transizione che non temono di aggiungere un altro appuntamento a un’agenda già strapiena di illusioni.

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