Aler affonda tra perdite milionarie e servizi in bilico ecco il dossier segreto che nessuno voleva farvi vedere

Aler affonda tra perdite milionarie e servizi in bilico ecco il dossier segreto che nessuno voleva farvi vedere

Meno pulizie, meno manutenzione, e ovviamente meno attenzione al verde pubblico: la ricetta perfetta di Aler per i propri inquilini, servita su un prezioso documento riservato destinato alla povera Regione. Tradotto: i soldi scarseggiano sempre e dunque le promesse di decoro e servizi si riducono più velocemente del sorriso di un bambino a dieta.

Come se non bastasse, pare che la notizia stia già gattonando tra i comitati di quartiere, ricevendo – immaginate – una calorosa ebenedetta dose di segnalazioni. Un vero colpo di scena, visto che aspettarsi lamentazioni da chi vede la propria abitazione trasformarsi in una landa desolata è puro ottimismo.

Tagli a go-go: il parco giochi delle disavventure

La situazione, che potremmo definire “finanziariamente delicata”, richiede tagli netti ad ogni angolo: dal servizio di pulizia che si riduce come un fiammifero in un temporale al verde pubblico che, specie nei punti più visibili, rischia di trasformarsi in un campo minato di erbacce e abbandono. E tutto questo mentre gli inquilini, che si divertono a chiamarsi “committenti” (probabilmente per sentirsi più importanti), raccolgono scarsi risultati e tantissime disillusioni.

Non c’è dubbio: Aler sta offrendo un grande esperimento sociale sul come l’indifferenza e la crisi possano convivere felicemente, o almeno sopravvivere tra una segnalazione e l’altra.

Servizi ridotti: una novella tragicomica

Un tempo la manutenzione e le pulizie erano considerate servizi essenziali, orpelli minimi per garantire un minimo di decoro urbano e dignità agli abitanti. Oggi, invece, non sono più che voci di bilancio sacrificabili sul grande altare del “è colpa della crisi”, pronuncia Mago Merlino a capo di questa tragicommedia.

Il giochino è così semplice da prevedere: meno servizi, meno cura, meno soddisfazione degli inquilini, più segnalazioni, più malcontento diffuso. Un cerchio virtuoso, se per virtuoso intendiamo il peggior incubo di chi sperava in un servizio abitativo decente.

Una regione nelle mani di un bilancio traballante

La Regione, destinataria di questo documento “top secret”, appare incapace di fare miracoli con i bilanci. Eppure, avrebbe il compito di vigilare e trovare risorse non solo per coprire i buchi, ma – perché no – per migliorare la vivibilità degli spazi pubblici. Evidentemente, il denaro esce più velocemente dalle casse di quanto riesca a entrare, lasciando tutti a chiedersi quale sia la prossima eccellente idea: forse abolire l’acqua nei bagni comuni? O magari tagliare la corrente elettrica per risparmiare sulle bollette?

Intanto, i residenti si scrutano nei marciapiedi sporchi, tra giardini abbandonati e servizi che si riducono come la pazienza di chi nei confronti della burocrazia si sente ormai un habitué.

Le perle nascoste nei dettagli

Nel documento si legge con la precisione che solo la sobrietà di una bolletta può offrire: i tagli sono una necessità ineluttabile, e anche se “gli abitanti se ne accorgeranno”, beh, questo è un male collaterale di cui si può tranquillamente fare a meno di preoccuparsi. Dopotutto, il denaro non cresce sugli alberi – o almeno così dicono, anche se forse se lo chiedessero al verde pubblico, sembrerebbe più un problema di scarsa irrigazione che di risorse.

Dimenticatevi i giardini curati, le scale pulite e i parcheggi sicuri. Ora il motto è “sopravvivere al degrado”, e Aler ci sta riuscendo come un prestigiatore col trucco delle tre carte, ma senza il pubblico incantato.

Dopo tutto, chi ha bisogno di servizi quando si può apprezzare l’arte del decadimento? E se non vi piace, ricordate: la crisi è un’arte eterna.

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