Chi ricorda le cronache giudiziarie e giornalistiche non potrà non notare, passeggiando per la sconfinata Canavesana di Chiesanuova — o magari per l’elegante Osasio, poco distante da Carmagnola dove fila tutto più tranquillo — i manifesti elettorali che proclamano il grande ritorno di Simone Cicero Caminada. Nato a Salvador de Bahia il 5 ottobre 1983, ex compagno del filosofo ed europarlamentare Gianni Vattimo, protagonista (ma perdente, non dimentichiamolo) dell’intricata saga dell’eredità del buon Vattimo. E ora ecco il grandioso progetto: candidato sindaco in un comune da 230 anime, incastonato tra Pont Canavese e Borgiallo. Per quale motivo, vi chiederete?
La risposta è di una nobiltà quasi commovente: una scelta “in memoria” del compagno Gianni Vattimo, che tanto si era “speso” nelle montagne, partecipando – con grande spirito di sacrificio – alle lotte No Tav in Europa, e per fare qualcosa di concreto per i suoi “anziani”, come lui. Ah, già, Chiesanuova si trova a 664 metri sul livello del mare. Volevate forse Venaus, baluardo delle battaglie No Tav e dimora di elezioni più croccanti svoltesi il 24 e 25 maggio? Macché!
“No, il ricordo di Gianni Vattimo è un’ispirazione, ma non voglio certo sostituirmi interamente alle sue battaglie politiche,” ci tiene a precisare il nostro eroe. La montagna è importante, certo, ma non meno rilevante è proteggere i cittadini “non più appetibili” per via dell’età, in una comunità minuscola e dal tasso di giovinezza inesistente. Tradotto: una crociata pietosa a favore degli anziani dimenticati. Ma guai a sottovalutare l’ardore civico.
La lista si presenta con il nome roboante di “Solidali” e nasconde al suo interno una specie di patchwork politico: simboli del “Progetto Paese”, del “Partito Gay” e degli “Animalisti Civici”. Un gran miscuglio di ideologie, senza dubbio. Qual è allora il programma? “Mantenere le caratteristiche uniche dei piccoli comuni” (traduzione: restare quelli che sono) e fungere da baluardi dei diritti civili in provincia, terra desolata dove associazioni e partiti sembrano essersi dati alla latitanza.
E la campagna elettorale lontano da Torino? “Ci riesco,” dichiara con un certo orgoglio, nonostante gli impegni incessanti. A proposito, sta anche scrivendo un romanzo a fumetti in cinque volumi. Come se non bastasse, il prossimo anno uscirà pure un documentario sul suo processo, quello stesso che ha fatto tanto scalpore, soprattutto in Sudamerica e in vari altri Paesi europei. Nulla di più concreto di un romanzo a fumetti e un documentario per conquistare gli anziani montanari.



