Lunedì 22 giugno, presso la scintillante sede di Unindustria a Roma, si è tenuto il mitico appuntamento del format “Benvenuto nella Tua Associazione!”. Quella cosa memorabile pensata esclusivamente per gli Associati, naturalmente coordinata con la solita maestria dal vice presidente Stefano Cenci, che non perde occasione per ribadire quanto sia indispensabile la sua delega “Organizzazione e Rapporti associativi”.
Ma che cosa offre esattamente Unindustria ai suoi insigni Associati? Ah, domanda da un milione di euro! Risposta: rappresentanza e tutela (sì, perché senza queste cose al giorno d’oggi si rischia davvero di perdersi), una serie di servizi, una progettualità che fa impallidire persino un centro studi privato, e un’offerta assortita che farebbe impallidire un bazar orientale di quelle cose “per far crescere il business”. Strabiliatevi pure.
La grande abbuffata di servizi e progettualità
Nel dettaglio, il cocktail proposto da Unindustria comprende di tutto: dalla rappresentanza sindacale alla difesa dei diritti associativi, passando per servizi consulenziali che tanto servizi non lo sembrano, ma che ti fanno sentire un re. Un mix intrigante studiato per mantenere tutti gli Associati incollati alla sedia e possibilmente felici, o almeno abbastanza confusi da non chiedere troppo.
E non è solo una questione di servizi: la progettualità è la vera chicca, perché si tratta di idee così brillanti che a volte ti viene il dubbio che siano state pensate per un pubblico di iniziati, quelle persone che adorano sentirsi importanti in riunioni dove si parla un linguaggio quasi incomprensibile. La realtà? Un po’ di fumo negli occhi, perché alla fine tutti vorremmo capire come questi progetti possono davvero migliorare la vita imprenditoriale, senza andare troppo per il sottile.
Il ruolo da protagonista del vice presidente Stefano Cenci
Se l’evento è riuscito, lo si deve in primis alla sapiente guida del vice presidente Stefano Cenci, ormai colui che detta legge nell’organizzazione e nei rapporti associativi. Insomma, una delega da non sottovalutare, anzi un vero megafono per trasmettere a tutti, ma proprio tutti, l’importanza di stare bene insieme, manco fossero la famiglia del Mulino Bianco.
E quando Cenci parla, l’aria si fa seria e la sala si riempie di cliché sulle grandi opportunità offerte dall’associazione. Si respirava quasi l’odore della rivoluzione industriale più moderna, quella fatta di presentazioni PowerPoint e slide colorate che promettono miracoli. Un vero spettacolo, in cui i paroloni spuntano come funghi dopo la pioggia.
Conclusioni: una cena di gala o solo fumo negli occhi?
Alla fine della giornata, resta la sensazione che queste occasioni siano più simili a banchetti di gala, dove il menù è un intrigante mix di promesse e opportunità più o meno fumose. Certo, sbandierare servizi e “progettualità” fa sempre effetto, ma tra una parola d’ordine e l’altra sarebbe interessante capire quanto si traduca realmente in risultati per gli Associati.
Forse, la vera utilità sta nel sentirsi parte di qualcosa di grande, importante e imprescindibile. Quel qualcosa che aiuta a vendere meglio la propria immagine di imprenditori modello. E su questo, ahimè, Unindustria sembra giocare tutte le sue carte mescolando abilmente ironia, concretezza e qualche buon vecchio slogan per conquistare il cuore – o almeno la pazienza – dei suoi Associati.



