L’incidente è successo attorno alle 21, in una zona che sembra ormai diventata la periferia emblematicamente desolata di Milano, a Ponte Lambro. L’Audi Q7, in fuga dal consueto alt, ha fatto scattare il nostro sfortunato agente in sella alla sua moto, dando vita a un inseguimento che ha tenuto col fiato sospeso per poco meno di un chilometro, giusto il tempo di raggiungere via Milano, quella strada strategicamente posizionata vicino all’aeroporto di Linate.
Proprio lì, nel momento clou della serata, Imprezzabile ha perso il controllo della sua moto e si è schiantato sull’asfalto come un eroe tragico di una commedia nera scritta da qualche burocrate distratto. Fortunatamente, un passante – quasi a voler confermare che la solidarietà non è del tutto estinta – ha chiamato il 118, ma né la rapidità del soccorso né la corsa all’ospedale Niguarda sono servite a niente: l’agente è spirato nonostante i disperati tentativi di rianimazione.
Le autorità di turno – ovvero la Polizia Stradale e i carabinieri della compagnia di San Donato – stanno facendo quello che qui in Italia tutti sappiamo fare bene: indagare a fondo ogni minimo dettaglio. Pare infatti che non si escluda nemmeno l’ipotesi dello speronamento, perché la fantasia degli investigatori è virtuosa e non manca mai di esplorare ogni possibile scenario, anche quelli più tragici e morbosi.
Peccato però che la versione più accreditata rimanga quella di una banale perdita di controllo. Come se non fosse abbastanza strano, si sottolinea l’assenza di danni sulla moto che possano indicare un impatto con l’auto inseguita. E qui? Mistero e fascino alla Milano style, con le indagini già concentrate sulle telecamere della zona: quei piccoli occhi elettronici che da anni raccolgono informazioni, invase da polvere e ignorati dalla cittadinanza.
Un Inseguimento da Film… Ma con Finale Tragico
Inseguire un veicolo che sfugge a un posto di blocco non è certo un’impresa da dilettanti, specialmente quando si maneggiano veicoli a motore con giornate di stress accumulate. Ciò che fa riflettere – o meglio, quella che dovrebbe essere una riflessione – è come l’eroismo spesso si trasformi in un’accidentale tragedia piuttosto che in un trionfo di giustizia. Le cose si complicano quando si mette in gioco la vita delle persone che dovrebbero proteggerci, rendendo il tutto assolutamente grottesco.
Ah, le inefficienze e gli incidenti di percorso nella gestione delle strade delle nostre città… le telecamere spesso spuntano come funghi, ma non sembrano fare miracoli, specialmente quando si tratta di presidiare le periferie dove accade il grosso del “lavoro sporco”. Nell’attesa della verità, che emergerà da chissà quali prove e testimonianze, resta il solito macabro copione di perdita e dolore che purtroppo ormai ci ha reso troppo familiari queste storie.
Insomma, un altro capitolo del nostro dramma quotidiano che si svolge lontano dai riflettori, tra distrazioni, sfortuna e un destino un po’ troppo beffardo. Nel frattempo, ogni commento sembra superfluo davanti alla cruda realtà di un agente che ci ha lasciato in un inseguimento che forse non doveva neanche iniziare.



