Chi avrebbe mai detto che il futuro del lavoro nei magazzini sarebbe stato affidato a un robot così educato da capire perfettamente le nostre chiacchiere quotidiane? Ma eccoci qui. Amazon ha sfornato la sua ultima meraviglia tecnologica, un robot intelligente in grado di ricevere ordini in linguaggio naturale. Perfect per sostituire quei fastidiosi dipendenti umani con inefficienze e necessità di pausa caffè.
Presentato con un certo sfarzo durante l’evento “Delivering the Future” a Londra, il nuovo Proteus non è solo un drone senza coscienza che trasporta scatoloni. No, amici, è un robot mobile autonomo capace di interpretare le richieste di veri lavoratori – o meglio, quello che rimane di loro – e di spostare merci in magazzino con una grazia che rasenta l’empatia.
Il Proteus originale ha fatto il suo ingresso trionfale già nel 2022 in 25 centri di smistamento statunitensi, dove aiutava la manodopera umana (o ciò che resta) spostando carrelli pesanti fino a 400 chili. Ora, attenzione, perché la versione aggiornata debutterà nel tormentato mercato europeo già nella prima metà del 2027. E finalmente, potremo dire addio alle complicate interfacce tecniche e ai comandi codificati: basterà parlare chiaro e il robot capirà.
La Rivoluzione Robotica a suon di Investimenti
Ma questa non è solo una gloriosa storia di innovazione tecnologica. È soprattutto un affare da miliardi. Infatti, Amazon ha promesso di investire la modica cifra di 10 miliardi di euro per aggiornare i centri di smistamento europei nei prossimi anni. Perché, si sa, nulla è più trendy di sostituire progressivamente i lavoratori umani con macchine che non si lamentano mai, non scioperano e non chiedono aumenti.
Ovviamente, non potevano mancare altri gioiellini tecnologici: il robot tattile Vulcan – perché anche i robot meritano di “sentire” qualcosa – e il sistema robotico per la gestione dei contenitori chiamato STARK. La robo-aristocrazia avanza implacabile mentre Amazon si prepara a licenziare altri 16.000 dipendenti nel gennaio prossimo, giusto per snellire la burocrazia senza perdere tempo a spiegare cosa significhi “snellire” quando si tratta di persone.
Andy Jassy, l’autoproclamato veggente del futuro aziendale, aveva messo le carte in tavola già l’anno scorso:
“Avremo bisogno di meno persone in alcuni ruoli che oggi vengono svolti da umani e più persone per fare altri tipi di lavori. È difficile prevedere esattamente l’impatto finale, ma nei prossimi anni questa evoluzione ridurrà la nostra forza lavoro corporate.”
Il Paradosso dell’Automazione e dell’Impiego
Ah, ma ecco che spunta il tipico twist da film aziendale: secondo il guru tecnologico di Amazon Robotics, Tye Brady, investire in robotica avrebbe in realtà creato centinaia di migliaia di posti di lavoro. Una contraddizione mica da poco, ma si sa, nel mondo aziendale basta dire le cose con convinzione perché diventino verità sacrosante.
Sempre secondo Brady, la combinazione di investimenti in formazione, persone e macchine intelligenti è il segreto magico che genera occupazione. Certamente, non è un dettaglio che per alcune funzioni la robotica richieda personale qualificato che si fa fatica a trovare, come confessa candidamente John Boumphrey, vicepresidente e manager dei paesi anglofoni di Amazon.
John Boumphrey ha dichiarato:
“Scommetterei forte che in futuro avremo un sacco di persone nei nostri magazzini… addirittura impieghiamo più personale nello stesso spazio, quindi l’esperienza con i robot ha aumentato l’occupazione, non l’ha diminuita.”
Naturale sostenere questa tesi se evitiamo di guardare ai dati inquietanti che ci mostrano un universo parallelo dove robot umanoidi supereranno la forza lavoro umana nei prossimi decenni. Un report recente di Citi (perché ovviamente un rapporto intitolato “Futuro del lavoro” non poteva mancare) prevede che entro il 2035 ci saranno 1,3 miliardi di robot operativi e che il loro numero schizzerà oltre quattro miliardi entro il 2050.
E come se non bastasse, un ex capo innovazione di Citi Global Insights ha confessato candidamente qualche mese fa che i leader aziendali staranno ancora più al gioco: sostituiranno sistematicamente i lavoratori con robot umanoidi. Ma sì, avanti tutta verso il futuro scintillante dove l’unico colloquio di lavoro sarà con un phygital android dall’espressione empatica programmata.



