Alessandria saluta l’operaio che non ha proprio avuto fortuna sulla A21

Alessandria saluta l’operaio che non ha proprio avuto fortuna sulla A21
Alessandria Ovest sull’autostrada A21 in direzione Piacenza, un operaio stradale che svolgeva il suo “umile” lavoro a bordo carreggiata è stato investito e, badate bene, non ha fatto una scampagnata, ma ha perso la vita all’istante.

E siccome l’eroismo quotidiano non basta più, a intervenire sono arrivati tempestivamente i santi del 118, sì, proprio quelli che tornavano da un corso di formazione a Torino. Manco a farlo apposta, erano di passaggio: il destino ha voluto così. Insieme a loro, dall’automedica di Alessandria, anche i colleghi pronti a dare il massimo.

Tra lacrime di speranza e disperazione da manuale, si è tentato un disperato tentativo di rianimazione, uno di quelli che fanno parte della sceneggiatura da tragedia, però niente da fare: il poveretto è spirato a causa delle ferite riportate.

Per mettere un sigillo davvero impeccabile sull’irreparabile, sono intervenuti anche i soliti agenti della polizia stradale e lo Spresal dell’ Asl, gli stessi paladini della sicurezza sul lavoro, evidentemente per capire se ci fosse qualche responsabilità da attribuire a questa ennesima tragedia che purtroppo si poteva evitare – parola di chi dovrebbe garantire la sicurezza stradale e sui cantieri.

Ah, non è finita qui: appariva chiaro che il pomeriggio sull’A21 non aveva ancora espresso tutto il suo spettacolo di disastri, infatti poche ore prima, chiamatelo destino beffardo o semplice disattenzione, c’è stato un altro incidente dovuto allo scoppio di una gomma di un mezzo pesante, perché sì, aumentare l’adrenalina – o meglio il pericolo – sembra ormai una moda al casello.

Un bilancio che fa riflettere troppo poco

Sembra quasi che la parola “sicurezza” sia un mantra ripetuto a vuoto durante le riunioni, ma incapace di tradursi in azioni concrete. Il settore dei lavori stradali è un campo minato, è chiaro, ma ogni volta che si perde una vita umana per strada, vuol dire che qualcuno ha fallito nel suo compito di prevenzione.

Ci si lascia cullare dalla routine delle emergenze, sperando – come fosse un miraggio – che questo tipo di tragedie restino solo numeri astratti su un rapporto annuale, mentre dietro a quei numeri c’è un padre, un marito, un figlio. Ma, eh già, in Italia la sicurezza sembra più un optional degno di una sitcom piuttosto che un diritto inalienabile.

Alessandria, Piacenza, Torino: città con nomi altisonanti e storia, ma teatro quotidiano di incidenti evitabili e dolore inaccettabile. Alla prossima tragedia, cambieremo forse tono o ci limiteremo a spostare la colpa come una patata bollente?

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