Un tipico venerdì caldo sulle strade deserte di Tolosa, Francia, il 22 giugno 2026. Perché cosa c’è di meglio di una città fantasma quando l’afa raggiunge o supera i 40 gradi? Secondo MeteoFrance, quella giornata promette di essere una delle più roventi mai registrate. E non è che un antipasto.
Da qualche parte in Europa si sono già accesi i cosiddetti “allarmi rossi” per ondate di calore. Temperature che sfiorano, o addirittura superano, i 40 gradi Celsius – un tempaccio per chi sperava ancora di passeggiare senza sciogliersi come un gelato sulle marciapiedi. L’agenzia inglese Met Office ha addirittura annunciato un raro e prestigioso alert rosso per mercoledì e giovedì, prevedendo che il record inglese delle temperature di giugno sarà più che probabilmente distrutto.
“Rosso” non è un colore scelto a caso: significa “caldo estremo”, “umidità implacabile”, oltre che “bisognerà stravolgere le abitudini quotidiane o morire di caldo”. Per questa settimana, nel Regno Unito, si aspettano punte di almeno 39 gradi e notti da non meno di 20 gradi, una vera e propria sauna a cielo aperto.
Mark Sidaway, vice capo dei meteorologi del Met Office, non si è trattenuto:
“Gli avvisi rossi si riservano agli eventi più severi, e ci attendiamo impatti gravi e significativi da questa ondata di calore, con effetti sulla salute che coinvolgeranno non solo i vulnerabili abituali, ma un po’ tutti.”
Ma l’Inghilterra non è sola nella sua tragedia climatica. Rosso anche in Francia, Spagna e Italia, senza dimenticare i tedeschi, gli svizzeri e gli italiani che si ritrovano anch’essi a sudare sulla sedia. Una situazione così tranquilla da far sembrare l’inverno un miraggio lontano.
La lista delle vittime in Francia si aggiorna tristemente: almeno 18 morti, scuole chiuse a centinaia, e un caldo “prolungato e intenso” certificato da Meteo France. Nel sud-ovest, a Bordeaux, si sono toccati i fatidici 42 gradi, a dimostrazione che il Medio Evo non è mai finito, solo che adesso si chiama “cambiamento climatico”.
Meteo France sui social ha fatto sapere che ben 54 zone amministrative saranno rosse martedì prossimi. Una quantità mai vista, che definire “epocale” suona addirittura riduttivo. E questa, care lettrici e cari lettori, è la seconda “cupola di calore” dell’estate, un fenomeno squisitamente scientifico che non è casuale ma alimentato a dovere dai nostri bei combustibili fossili di cui non riusciamo a liberarci.
Non stupisce che sia l’Europa a scaldarsi più in fretta di qualsiasi altro continente – il doppio rispetto alla media globale dal lontano 1980, ci dicono gli esperti del Copernicus Climate Change Service. A quanto pare, l’Europa ha deciso di fare le cose in grande, trasformandosi nel laboratorio caldo del mondo.
L’inevitabile “ovvietà accecante” del riscaldamento globale
Richard Allan, professore di scienze climatiche presso l’Università di Reading nel Regno Unito, ha una visione tutta sua sull’argomento. Ecco come vede la situazione, con la sua consueta delicata ironia scientifica:
“Una ondata di calore a giugno? Forse prevedibile. Temperature che sfiorano i 40 gradi? Finora senza precedenti nel Regno Unito, almeno fino al 2022.”
“Mentre maggio ci ha regalato un caldo secco da record, questa settimana porta un’afa soffocante, un caldo umido che rende quasi impossibile rinfrescarsi, una piccola tortura per chi ha problemi di salute.”
“È un’ovvietà così accecante che spero la vediate anche voi: le ondate di calore diventeranno sempre più gravi man mano che i gas serra alzano il termostato del nostro pianeta, compromettendo la sua capacità di disperdere calore nello spazio. E siccome un’atmosfera più calda chiede più acqua, non solo avremo siccità lampo, ma anche piogge torrenziali e alluvioni, perché tutta l’acqua in eccesso scappa dai terreni e dagli oceani e finisce nelle tempeste, spesso scatenate proprio dal caldo estivo.”
Insomma, mentre aspettiamo che qualcuno, da qualche parte nel mondo, trovi un modo efficace e non ipocrita per liberarci dalla dipendenza da carbone, petrolio e gas, prepariamoci a salutare i bei tempi in cui l’estate era solo una stagione, non una condanna.



