Roma si resetta oltre il PNRR: Ricci sogna imprese e istituzioni mano nella mano per il miracolo dello sviluppo

Roma si resetta oltre il PNRR: Ricci sogna imprese e istituzioni mano nella mano per il miracolo dello sviluppo

Dopo il PNRR, un programma tanto pubblicizzato quanto mal gestito, l’inevitabile domanda è: cosa si fa adesso? Ovviamente, la risposta ufficiale è infrastrutture, innovazione e un patto sacro tra istituzioni e imprese per sostenere la “miracolosa” crescita di Roma. Perché, certo, la città eterna avrà bisogno di tutto ciò per non sprofondare nell’oblio economico subito dopo il Giubileo e i proclami governativi.

Massimiliano Ricci, l’excelso Direttore Generale di Unindustria, ha avuto il magnanimo compito di riassumere il destino glorioso che aspetta Roma. Secondo lui, grazie al nostro caro PNRR e alla grande festa dell’anno santo, la città avrebbe finalmente guadagnato un po’ di lustro e attrattività. Adesso, però, bisogna “consolidare” questi risultati e non lasciarli svanire nell’aria come le promesse elettorali.

La solita storia: non serve solo portare a termine qualche opera o rispettare le programmazioni – che, a questo punto, sarebbe già un miracolo – ma bisogna soprattutto avere una “visione” per il futuro di Roma. Visione, parola magica che di solito si traduce in tavoli infiniti di incontri e dichiarazioni più che obbligatorie e moralistiche, dove il lavoro, l’economia e le imprese vengono piazzate al centro dello show solo perché fa figo.

Ricci non si stanca di ripeterci che Roma sarebbe destinata a diventare una “grande città internazionale” della produzione, dell’innovazione e degli investimenti, come se fino a ieri fosse stata una squallida periferia dimenticata da tutti. Ma non basta la promessa: servono responsabilità condivise. Naturalmente, questo si traduce in un appello retorico a istituzioni e sistema produttivo a fare la loro parte, magari senza spiegare come faranno a non litigare ancora tra loro.

Il Sistema Unindustria, grande protagonista del famoso evento “Il Futuro non è ordinario”, si dice pronto a schierarsi al fianco delle istituzioni con competenze, progettualità e, ovviamente, tanta visione. D’altra parte, da questi partiti e associazioni non ci si può aspettare altro che slogan pomposi e tanta autocelebrazione, mentre la città continua a arrancare tra problemi infrastrutturali, burocrazia asfissiante e investimenti che tardano ad arrivare.

Una Strategia o un’ennesima Parata di Frasi Fatte?

Parlare di “strategia di sviluppo duratura” per Roma poco dopo una gestione discutibile del PNRR sembra più un esercizio retorico che una reale intenzione di cambiamento. Le grandi trasformazioni europee, da intelligenza artificiale ad aerospazio, da salute a energia, sono certamente temi affascinanti, ma che richiedono molto più rispetto, capacità e soprattutto coerenza rispetto alle simpel liste di desideri diffuse nei convegni.

Il punto è: chi pagherà per questa epica trasformazione? E come si pensa di mettere da parte interessi politici, inefficienza e burocrazia per davvero? E l’elefantiaco sistema che circonda Roma – tra centinaia di enti, sovrapposizioni e competenze evanescenti – come verrà domato? Dubbi che nessun communicato stampa si sogna di affrontare, preferendo il solito mantra di “collaborazione” e “coprogettazione” che da anni scivola via come acqua sul marmo.

Insomma, il futuro di Roma post-PNRR sembra già scritto nel più classico dei copioni: tanta, troppa retorica, pochi risultati tangibili e l’immancabile promessa che “questa volta sarà diverso”. Nel frattempo, i cittadini aspettano, sorseggiando il loro caffè nella capitale di una città che si accontenta di slogan mentre si consuma nell’immobilismo.

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