Al Gaslini di Genova operatori sanitari si ribellano al burnout e cantano la loro terapia improbabile: la musica salva chi salva gli altri

Al Gaslini di Genova operatori sanitari si ribellano al burnout e cantano la loro terapia improbabile: la musica salva chi salva gli altri

Benvenuti nell’epicentro della solidarietà canora ospedaliera: all’Istituto Giannina Gaslini di Genova prende vita il miracoloso “Gaslini InCanto”, un coro formato da circa sessanta eroi mascherati, tra medici, infermieri, operatori socio-sanitari e impiegati amministrativi. Perché, ovviamente, niente sconfigge lo stress e il burnout come un po’ di karaoke tra una corsia e l’altra.

La location di queste performance da urlo? Non un palco qualsiasi, ma la sacra chiesa di Sant’Antonio di Boccadasse, così la sacralità della musica si fonde con quella della fede – e della disperazione, si spera solo musicale. L’iniziativa, parte del sontuoso progetto “Mi Prendo Cura”, vuol far dimenticare palpitazioni e crisi d’ansia con note e armonie, unendo lo spirito di gruppo al supporto psicologico. Insomma, se non ti salva la musica, ti salva il coro.

Tra le attività collaterali, indispensable come l’ossigeno in sala operatoria, ci sono sportelli psicologici e la supervisione delle équipe, perché se ti metti a cantare ma non sai nemmeno gestire lo psicodramma del turno, chi te lo fa fare? L’obiettivo, molto ambizioso e dolcemente naïf, è quello di rafforzare il benessere di chi si spacca la schiena ogni giorno tra pazienti urlanti e genitori isterici.

Certo, questa meraviglia corale non si limita a scacciare i cattivi pensieri: l’idea è anche raccogliere fondi per progetti dedicati alla salute mentale di chi, oh sorpresa, è spesso dimenticato quando si tratta di supporto interno. Insomma, un coro per cantare e anche per piangere – ma con stile.

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