Albania s’infiamma contro il progetto sponsorizzato da Kushner: ecco perché la rabbia esplode

Albania s’infiamma contro il progetto sponsorizzato da Kushner: ecco perché la rabbia esplode
Albanese, Tirana, per protestare contro un progetto di sviluppo turistico tanto lussuoso quanto… devastante. Questo progetto, ovviamente, non è altro che un altro fiore all’occhiello firmato dal genero dell’implacabile Donald Trump, Jared Kushner. Chi meglio di lui può occuparsi di “sviluppo sostenibile” in una regione protetta?

Sabato, la piazza era un tripudio di bandiere albanesi e cartelli con il slogan più originale del momento: “L’Albania non è in vendita”. I manifestanti, con la solita pacatezza tipica di chi vuole solo mettere in luce le innumerevoli incongruenze di un governo, hanno percorso la strada verso l’ufficio del premier Edil Rama, chiedendo le sue dimissioni. Come in ogni sceneggiata democratica, si sono levati cori contro il partito socialista al potere, pronti a difendere il proprio giardino (anzi, la propria spiaggia).

Nel frattempo, la protesta si è estesa fino a Vlora, città costiera a ovest, dove, domenica, il sipario della protesta ha tirato avanti per il 22° giorno consecutivo. Questa tenacia da film di serie B mostra quanto la gente sia stanca di vendere pezzi di territorio a chi si vanta di fare “affari” in nome del progresso.

Al centro di questa crisi idilliaca, un progetto multimiliardario finanziato – attenzione al nome – da Affinity Partners, l’azienda di Kushner, che vuole trasformare la costa adriatica albanese in un paradiso del lusso. Tutto questo mentre si parla di ecosistemi delicatissimi e specie protette, giusto un dettaglio insignificante, vero?

Manifestanti davanti all'Ufficio del Primo Ministro a Tirana

Le manifestazioni sono diventate famose con un soprannome memorabile, la “rivoluzione dei fenicotteri”, un nome che sicuramente farà sorridere chi ha a cuore gli uccelli migratori (e non solo). Pare infatti che i fenicotteri, quelle simpatiche creature rosa, insieme a tutto l’ecosistema circostante, siano la principale vittima di questi “miracolosi” piani di sviluppo. Naturalmente, Rama si è affrettato a minimizzare, affermando che non sono tanto le questioni ambientali a agitare gli animi, quanto la presenza scomoda del genero di Trump nel progetto.

Edil Rama said:

“Non sembrano essere le preoccupazioni ambientali a dominare le proteste, bensì la figura di Kushner che ne è dietro.”

Non si tratta di corruzione o di sfruttamento di terreni protetti, no no. È tutto questione di nomi famosi e di chi li porta. Come dimenticare che la “trasparenza” è sempre stata la parola d’ordine di governi così illuminati? Eppure, basta vedere quanti palazzi e resort spuntano come funghi sulle splendide coste adriatiche per capire che la trasparenza è un po’ come quei fenicotteri: esiste solo nella favola.

E così, mentre la “rivoluzione dei fenicotteri” incalza, il regime della “svendita” al miglior offerente continua a sfornare progetti che mettono in ginocchio non solo l’ambiente, ma anche la dignità di una nazione intera. Una nazione che, invece di preservare la propria bellezza naturale, sembra più interessata a far felice qualche magnate d’Oltreoceano con un debole per le spiagge incontaminate (finché non le distrugge).

Nel frattempo, dall’altra parte dell’oceano, l’azienda di Kushner e il governo albanese non si sono ancora pronunciati ufficialmente. Chissà se aspetteranno la prossima manifestazione o se continueranno a far finta di niente, come si conviene in ogni scandaletto di portata internazionale che coinvolge nomi altisonanti e fondi privati dipinti con pennellate di modernità e sviluppo.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!