Già dal 19 giugno 2026, il centro storico di Piacenza si prepara a sobbarcarsi l’ennesima ondata di entusiasmo con la quattordicesima edizione dei Venerdì Piacentini. Per chi crede che ripetere il medesimo copione anno dopo anno possa dar vita a qualche miracolo, questa festa offre ben cinque serate filate di eventi gratuiti, come se il cuore pulsante della città non fosse mai abbastanza trafficato.
Si parte con la consueta speranza di polverizzare i risultati degli anni passati, perché la tradizione, si sa, è sacra e far festa in modo smisurato è esattamente quello di cui abbiamo bisogno per dimenticare i problemi reali. D’altronde, chi sognerebbe giornate di riposo sereno quando si può affollare le strade tra musica e improbabili performance?
Il programma, furbescamente articolato per accontentare un po’ tutti i palati, è un mosaico di concerti, spettacoli e attività varie, gratuite naturalmente, perché nulla è più convincente di qualcosa che sembra un regalo per il portafoglio, mentre in realtà è solo un modo per trasformare il centro in una giostra umana senza uscite facili.
Un calendario di eventi per tutti, o quasi
Il calendario è, manco a dirlo, fitto come un ingorgo cittadino a ora di punta. Dai giovani smaniosi di scatenarsi con la musica al popolo meno atletico che si accontenta di una panchina e un gelato, i Venerdì Piacentini propongono un abbondanza (sopraffina) di appuntamenti per trasformare l’estate in un incubo di movimento continuo.
Naturalmente, c’è da applaudire l’impegno delle autorità locali nell’organizzare tutto ciò, dimenticandosi forse del fatto che non tutti amano respirare tra fitte folle o subire la musica a volume indecente fino a notte inoltrata. Ma dopotutto è il prezzo da pagare per “vivere la città”, come si dice ora, anche se spesso significa soltanto tollerare il trambusto in nome del folklore.
Il brillante auspicio di replicare il successo
Gli organizzatori, con un ottimismo quasi parodico, ambiscono a superare ogni record precedente. Dopotutto, quando si tratta di proporre l’identico evento per la quattordicesima volta, perché non puntare direttamente al cielo? È emblematico come ogni anno si prometta l’evento migliore e imperdibile, sottintendendo che chi non si presenta ha sbagliato tutto nella vita.
La strategia pare vincente se consideriamo che ogni anno il pubblico torna a riempire le vie, forse per la disperazione, forse per il puro divertimento, o magari solo per la voglia di partecipare a quella ritualità urbana che maschera la reale monotonia della proposta.



