Ah, l’innovazione italiana: una startup chiamata Dairect è riuscita nell’impresa quasi miracolosa di raccogliere oltre 2,5 milioni di euro per aiutare gli hotel a farsi notare dai chatbot di intelligenza artificiale. Perché, ovviamente, il mondo ha disperato bisogno che il tuo hotel sia il primo a spuntare nelle risposte di ChatGPT e compagnia bella.
Dietro la generosa pioggia di soldi troviamo ben 1 milione di euro investiti da privati, accompagnati dal sostegno di Cdp Venture Capital, tramite il programma Fin+Tech Accelerator, a cui si aggiungono ulteriori 1,5 milioni di finanziamenti vari. Insomma, un massiccio investimento in qualcosa senza il quale pare che gli albergatori saranno condannati all’irrilevanza digitale più assoluta.
Come funziona questo prodigio tecnologico?
Dairect promette di farti entrare nel favoloso mondo dell’AI generativa, analizzando, ottimizzando e monitorando la presenza delle strutture ricettive sulle piattaforme principali di intelligenza artificiale come ChatGPT, Gemini, Claude, Perplexity e DeepSeek. Perché niente dice “vacanza perfetta” come un algoritmo che ti consiglia un hotel mentre cerchi informazioni scottanti su internet.
La chicca? Un gestionale dedicato consente a chi gestisce queste strutture di misurare traffico, visibilità e… performance generate dai canali AI. Dati che, a quanto pare, nelle strategie di marketing tradizionale sono praticamente un miraggio. Finalmente, sarà possibile monitorare anche questo, perché qual è il senso di essere presenti se nessuno sa quanto l’AI ti stia effettivamente “vendendo”?
I numeri di un successo annunciato
Attualmente, Dairect vanta la collaborazione con circa un centinaio di strutture, incluse qualche catena alberghiera. I ricavi annuali ricorrenti si attestano intorno a un rispettabilissimo mezzo milione di euro, con l’ambizione niente meno che di raddoppiare questa cifra entro la fine dell’anno, puntando all’agognato milione. Perché, in questo mercato, se non punti a diventare milionari in mensilità, che startup sei?
Un plauso quindi a questa brillante idea tutta italiana, che ci ricorda come, in un mondo sempre più dominato dall’intelligenza artificiale, non basta più un letto comodo o una camera con vista: serve che un algoritmo ti scelga per primo, o la vacanza potrebbe svanire nel nulla digitale.



