Come se non fosse abbastanza sorprendente, ecco spuntare a Milano una vera e propria selva di comitati di Futuro Nazionale, come se la politica fosse un gioco di bambini e bastassero dieci amici per fondare un partito. L’evento clou? Un congresso fondativo a metà giugno nella splendida cornice romana, perché cosa c’è di meglio della Città Eterna per celebrare il trionfo di nuove sigle dal nome altisonante?
Ci vuole poco per mettersi in proprio: bastano infatti dieci iscritti, probabilmente alcuni li hanno contati più volte per sicurezza. Tra i protagonisti milanesi troviamo di tutto, dal collaboratore fidato del cosiddetto “Barone nero” (che suona già come un supereroe oscuro delle favole politiche) a ex militanti di partiti ben più noti, come la Lega Nord e Fratelli d’Italia. Eh sì, perché cambiare nome è apparentemente il nuovo stile di leadership nella Galassia della Politica Italiana.
In questa babele di sigle, leader e aspiranti tali, i comitati locali di Futuro Nazionale sembrano la soluzione magica per chi vuole ascendere alle vette dell’influenza politica senza troppo sforzo, riducendo a una semplice fascia numerica la complessità delle vere idee e del consenso. L’arte di reinventarsi è diventata una tecnica quasi religiosa per sopravvivere all’inarrestabile roulette russa delle alleanze e dei tradimenti.
Insomma, se pensavate che servissero discorsi ispirati, programmi coerenti o almeno un po’ di carisma per mettere insieme un movimento politico, evidentemente siete rimasti indietro. Oggi basta un guru, dieci amici e il nome giusto per far parlare di sé. Aprite bene gli occhi: il grande spettacolo dei nuovi comitati sta per iniziare, e Milano ne è il palcoscenico preferito.



