Tennis in tv: perché vedersi Cobolli-Arnaldi al Roland Garros è il regalo che nessuno aspettava

Tennis in tv: perché vedersi Cobolli-Arnaldi al Roland Garros è il regalo che nessuno aspettava

Non è uno scherzo: domani, venerdì 5 giugno, potremo goderci in chiaro la semifinale “italiana” del Roland Garros a Parigi. E pensare che ci è voluto l’intervento del presidente della Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi, per smuovere il colosso Warner Bros Discovery: un appello a Eurosport per trasmettere l’incontro a gratis, e voilà, miracolo! Il match tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi sarà disponibile su Nove, la punta di diamante del digitale terrestre targato Warner. Non è fantastico?

L’appuntamento è alle 19 in punto, con la telecronaca affidata a Jacopo Lo Monaco, affiancato dalle impeccabili analisi tecniche di Barbara Rossi e Andreas Seppi. Alla modica cifra di mezz’ora di pre-partita, a partire dalle 18:30, potremo farci un sano bagno di studio posticcio per prepararci all’evento sul mitico campo Philippe Chatrier, ovviamente irrinunciabile per ogni appassionato… di eventi solo se in chiaro.

Se poi proprio siete dei moderni pargoli digitali, avrete l’opzione di vedere la partita in streaming su Eurosport 1, su Hbo Max e su Discovery+. Insomma, libertà di scelta totale, a patto di sborsare o abbonarvi come si deve. Non è geniale?

L’altra semifinale, meno italiana e magari meno degna di attenzioni popolar-sociali, quella tra Mensik e Zverev, si giocherà alle 14:30 ed è riservata agli amanti dello streaming esclusivo su Eurosport 1. Peccato per chi non ha la ~fortuna~ di avere un abbonamento, ma d’altronde le priorità si sa, sono ben altre.

Chiaro, scuro e altre magie della trasmissione sportiva

Il tutto è uno spettacolo a sé. Da una parte, la richiesta pubblica – quasi disperata – della Federazione Italiana Tennis, che quasi supplica la tv privata di turno di aprire le trasmissioni al pubblico più ampio possibile. Dall’altra, l’elitario giro promesso da grandi piattaforme streaming e canali on demand, rigorosamente dietro un paywall o dentro pacchetti digitali a prezzi da capogiro.

Il risultato? Solo un piccolo schermo di “gratuità” concesso, solo quando spunta un talento italico da far figura, come se il tennis d’oltralpe fosse cosa da non diffusione popolare. Del resto, meglio tenere i match in esclusiva a chi può spendere, anche se significa costruire una fanbase allettata e poi lasciarla a bocca asciutta, no?

E nel frattempo, tutti a lodare la “bontà” del gruppo Warner Bros Discovery che, bontà loro, hanno ceduto all’appello dell’eroico presidente Binaghi. No, questa non è una storia di generosità spontanea, è pura strategia di marketing: si fa vedere che ci tengono al pubblico, ma solo se conviene e basta.

Eh sì, perché nel mondo scintillante della televisione sportiva moderna, la vera partita si gioca tra chi detiene i diritti e chi tenta, inutilmente, di estorcere la visibilità che il tennis italiano meriterebbe. E allora, mixate bene un po’ di satelliti, servizi a pagamento, canali nascosti, abbonamenti multipli e pre-partite mai davvero pre-partite… e il gioco è fatto.