Una Alfa Romeo Giulia, rubata e miracolosamente finita capovolta in un canale alla periferia di Milano, ha fatto da palcoscenico a uno spettacolo da brivido: un uomo di 36 anni, noto alle forze dell’ordine e con guanti alle mani (ma tranquilli, non per qualcosa di elegante), è stato trovato senza vita nell’abitacolo. È tutto ciò che si sa per ora, mentre il mistero si infittisce tra i campi di Cascina Nuova a Pantigliate, proprio nell’hinterland est milanese. La data? Mercoledì 3 giugno, giusto per non perdere la cronologia precisa di questa tragicommedia.
Secondo le poche informazioni trapelate, sembrerebbe che l’auto sia stata coinvolta in un incidente. Peccato che sul corpo del conducente moldavo non siano stati trovati segni evidenti di violenza. Come al solito, la vita si diverte a complicare le indagini.
Il drammatico ritrovamento
Alle 12:30 di quella fatidica mattina, un passante non ha resistito alla tentazione di chiamare il 112 per segnalare che, in mezzo ai campi di Pantigliate, una Alfa Romeo aveva deciso di fare il bagno in un canale. Così, sul posto si sono precipitati i valorosi carabinieri della tenenza di San Giuliano Milanese, accompagnati dai sanitari del 118 e dai vigili del fuoco, quasi come in un film d’azione.
I pompieri, con grande spirito di squadra, hanno tirato fuori dall’acqua il corpo del malcapitato. Un uomo già scivolato dietro le quinte della legge, con precedenti per reati contro il patrimonio—come se mancassero dettagli a questa trama già abbastanza da thriller. L’autopsia preliminare, per rassicurare i più curiosi, ha scartato ogni pista violenta: niente pugni, niente coltellate. Sembra che la morte sia opera dell’acqua e basta. L’enigma si fa ancora più ricco di sfumature quando si scopre che indossava dei guanti e che l’auto risulta rubata. Classico.
Un’auto rubata e un finale da mystery
La stessa Alfa Romeo Giulia era stata trafugata la notte precedente a Rodano, sempre in provincia di Milano, a una manciata di chilometri da dove poi è stata affondata. Sull’identità del ladro o del conducente nessuno ha ancora la bacchetta magica: il nostro 36enne moldavo ha rubato quella macchina o si è trovato alla guida un po’ per caso? E quando e come questo sorpasso dal furto al bagno in canale ha avuto luogo? Domande per ora senza risposta.
Un dettaglio non da poco: gli airbag erano esplosi, segno evidente che quell’auto si è già cimentata in qualche incidente prima della sua drammatica immersione. Ma pazienza se l’esatta dinamica di questo puzzle è ancora un rebus per gli investigatori, che lavorano sodo per decifrare la combo misteriosa tra furto, incidente e annegamento. Insomma, nulla è banale in questa storia, nemmeno le coincidenze.



